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HOME > SCOPRENDO > le Tradizioni
le Tradizioni di Langhe, Monferrato e Roero nei musei che raccolgono le testimonianze del passato contadino
ultimo aggiornamento: 07/09/2010
Museo Bersano di contadinerie e stampe antiche sul vino
Visualizza Nizza in una mappa di dimensioni maggiori
Dove: Nizza Monferrato, P.za Dante 21 (di fronte alla stazione ferroviaria)
Quando: Aprile-Luglio e Settembre-Ottobre lunedi-venerdi 10-12.30, 14.30-18, domenica e festivi su prenotazione (chiusura: Novembre-Marzo, Agosto), ingr. gratuito (2009)
tel +39.0141.726.672/721.273, www.bersano.it
Spadroneggiano i vari tipi di recipienti, come bicchieri e calici, spessi per durare nel tempo, pinte straordinarie, quarti di brenta soffiati nel vetro scuro di Poirino, solidi mastelli per tirare il vino e tini dove l'uva fermentava, grandi botti di cantina e i barlet omaggio per mediatori e carrettieri che avevano misure molto varie, perché rapportate alla generosità dei contadini.
Sono presenti anche bellissimi torchi del '600-'700 a vite centrale discendente e torchi, detti alla genovese, muniti di due grandi viti verticali. La loro maestosa semplicità è simbolo di dedizione al lavoro vignaiolo. Nell'ombroso e ricco cortile interno del Museo, si aprono le ricostruzioni di cantine antiche, non mancano sorprese, tra le quali una autentica locomotiva a vapore. Fra gli attrezzi sono presenti anche zappe, secchie, paioli, mortai, setacci, zangole, moschiere in vetro, lanterne e zucche cave per portarci l'acqua. Le raccolte datano un'epoca più recente rispetto alle Contadinerie: sono degli anni '60 e raccontano quattro secoli di stampe ed etichette rare. Vi sono etichette di tutti i tipi: dipinte a mano, con caricature, stampate in caratteri estremamente sofisticati. Tra le rarità: Il Figliol Prodigo di Callot, due stampe dei disegni di Watteau, le caricature francesi di Daumier, Gavarni, Travies, le acquetinte inglesi su pergamena. Il museo organizza spettacoli, serate culturali e ospita la Confraternita della Bagna Cauda. Fu istituito, insieme al prestigioso "Premio Paisan Vignaiolo", dall'avv. Arturo Bersano (morto nel 1978), fondatore dell'omonima azienda vinicola, una delle maggiori della provincia. Arturo Bersano diede vita a uno dei più apprezzati musei della civiltà enoico-contadina. Egli promosse tale iniziativa con l'intento di conservare ai posteri i principali strumenti del mondo agricolo prodotti nella campagna monferrina e langarola.
Museo del formaggio Roccaverano
Dove: Roccaverano, Via Bruno 8
Quando: Su appuntamento
tel. +39.0144.932.44
Etnografia locale e lavorazione della Robiola
Museo delle contadinerie e del fiume Tanaro "Il fiume, il tartufo, l'ampelografia"
Dove: Rocchetta Tanaro, Piazza Italia (Fattoria del castello)
Quando: Su appuntamento
tel. +39.0141.644.123
In due sale del complesso "La Fattoria" (che faceva parte del castello della famiglia Incisa, ora di proprietà comunale) sono esposti vecchi attrezzi agricoli e pubblicazioni dedicate al Fiume Tanaro e alle variazioni del suo corso,
evidenziate anche in una bella cartina. In fase di allestimento due nuove sezioni dedicate al tartufo e all'ampelografia
La Casa di Nuto
Dove: Santo Stefano Belbo, Località Piana
Quando:
tel. +39.0141.843730
“La sua casa è a mezza strada sul Salto, dà sul libero stradone; c’è un odore di legno fresco, di fiori e di trucioli…Per la sua posizione, affacciata sulla strada per Canelli, era un po’ una finestra aperta sul mondo”.
Allestito nel suo laboratorio di falegnameria, il Museo ripercorre la figura di Pinolo Scaglione, musicista, costruttore di bigonce per tutta la Valle Belbo, amico fraterno di Cesare Pavese, divenuto protagonista con il nome di Nuto ne La luna e i falò, L’allestimento fa rivivere con effetti scenografici le stanze dove Pinolo-Nuto ha lavorato, suonato il clarino, raccolto foto, quadri, lettere e dove ha accolto gli amici di Cesare. Pavese gli ha dedicato il componimento Fumatori di carta, pubblicato nella sua prima raccolta di poesie Lavorare stanca. La lunga frequentazione di Pinolo con Cesare inizia fin dai tempi dell’infanzia ed continua tutta la vita. Pinolo ha saputo capire i turbamenti dell’amico e ha alimentato la sua fantasia letteraria con i racconti dei luoghi e delle vicende contadine, che sono divenuti la trama e i personaggi del La luna e i falò. Dopo la morte di Pavese Pinolo-Nuto ne ha alimentato la memoria narrando la sua amicizia con lo scrittore ai tanti ammiratori di Pavese che arrivavano alla sua falegnameria per conoscere meglio i luoghi del romanzo. Il progetto del Museo è curato da Laurana Lajolo e Luciano Rosso. Nel locale del laboratorio viene ricollocata la falegnameria con gli attrezzi e la descrizione delle operazioni di lavoro lasciata dallo stesso Scaglione, con la riproduzione dei rumori dei macchinari e dell’odore di trucioli descritti da Pavese. Qui trovano posto anche il bancone e i manufatti del fratello di Pinolo, Candido Scaglione, anche lui falegname e raffinato costruttore di violini, violoncelli e di tavolini intarsiati con le note di Bach. Pannelli esplicativi segnano le tappe della vita di Pinolo e spiegano con le sue parole l’arte manuale di costruire bigonce. Il laboratorio si affaccia su un giardinetto, dove sono collocati cinque pannelli con fotografie dei momenti principali della vita di Scaglione e una sua sagoma con in mano La luna e i falò, posta su una panchina, invita alla lettura. Nel secondo locale, che Pinolo stesso aveva ordinato come un museo, vengono lasciati i mobili e gli oggetti così come li aveva disposti lui e viene inserito lo spazio della musica del Nuto suonatore di clarino e maestro della banda di S. Stefano: un’installazione di ballo a palchetto rievoca le feste di paese con i suoni di valzer e mazurche composti dallo stesso Scaglione. I pannelli rievocano storie e atmosfere de La luna e i falò con i brani del romanzo e con la testimonianza di Pinolo-Nuto su come è nata l’ispirazione in Pavese di scrivere quel che è stato il suo ultimo libro. L’esterno della falegnameria è allestito sulla base delle vecchie fotografie di quando il laboratorio era in funzione.
La Casa Natale di Cesare Pavese
Dove: Santo Stefano Belbo, Via Cesare Pavese 20
Quando: Sabato e domenica 10-12 / 14.30-19. Feriali su prenotazione
tel. +39.0141.840990 (CE.PA.M.-Centro Pavesiano Museo Casa Natale), www.santostefanobelbo.it Tel. +39.0141.844942 (Privato)
E' sullo “stradone” per Canelli. L’architettura della casa, in cui non c’è più l’originario giardino, si discosta da quella tradizionale contadina, denota già un gusto da piccola borghesia provinciale trapiantata in città.
Il paesaggio dell’infanzia, quel mondo fantastico di vigne, rive e colline, perduto con la vendita della casa ma pensato e sognato dalla città, fu il vivaio di materiali cui lo scrittore attinse poi per la sua officina letteraria. Il 7 luglio 2002 i resti di Cesare Pavese sono stati trasferiti, con il consenso dei familiari, nel cimitero di Santo Stefano Belbo. La lapide sotto cui riposa lo scrittore è fatta in pietra di langa e reca la scritta “Ho dato poesia agli uomini”.
"Vinchio, la sua terra, la sua gente"
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Dove: Vinchio, Ex Lazzaretto, Via Cap. E. Lajolo 12a
Quando: Sabato 16-18, domenica 10-12. Nei giorni feriali su prenotazione
tel. +39.0141.950.120
La parte dedicata al ciclo della vite e del vino è organizzata secondo le scadenze stagionali del lavoro contadino nella vigna. L'altra sezione dedicata alla Riserva naturale della Val Sarmassa è allestita con reperti fossili, fotografie e indicazione dei percorsi
Museo multimediale sulle opere e la personalità di Davide Lajolo "Vinchio è il mio nido".
Visualizzazione ingrandita della mappa
Dove: Vinchio, Via Cap. E. Lajolo 12
Quando: Sabato 16-19; domenica 10-12 su prenotazione, ingr. gratuito (2008)
tel. +39.0141.950.120 (municipio), www.fondazionedavidelajolo.it, www.davidelajolo.it
La mostra permanente è composta da un montaggio di fotografie, lettere, poesie, su sfondi significativi famigliari allo scrittore.
Ne emerge un percorso biografico che è anche la storia di una generazione chiamata a scelte di vita epocali che Lajolo ha vissuto in prima persona e raccontato nei suoi libri. Sono esposti oggetti appartenuti allo scrittore ed è a disposizione una sezione video. I capitoli del museo multimediale sono: I mé (la mia gente); il partigiano; il giornalista; il paese (Vinchio è il mio nido); il deputato; lo scrittore
Xiloteca
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Dove: Castelnuovo Don Bosco, Fraz. Morialdo 82
Quando: su prenotazione
tel. +39.011.987.201.4; www.ecomusei.net
La parola "xiloteca" significa "collezione di legni"
Laboratorio in cui sperimentare le possibili esperienze legate al pianeta bosco. Corsi, seminari, giochi, escursioni, eventi, mostre…
Museo della Vita Contadina dell'800
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Dove: Castelnuovo Don Bosco, Colle Don Bosco, fraz. Morialdo 30
Quando: ora legale: da martedì a domenica 10-12 / 14.30-18; ora solare: da martedì a domenica 10-12 / 14.30 - 17.30; ingresso libero
tel. +39.011.98.77.168 / +39.335.64.23.972, www.colledonbosco.it
L'ambiente contadino dell'800 in cui si è sviluppata l'infanzia e l'adolescenza di San Giovanni Bosco. rappresentato per mezzo di una fedele ricostruzione degli ambienti di una casa rurale, oggetti della vita familiare, del lavoro domestico, del lavoro nei campi, soprattutto nella coltivazione del grano, del granoturco e della vite.
Il 31 gennaio 1988, centenario della morte di don Bosco, ebbe inizio l’attività del Museo contadino, comprendente un vasto salone scavato nel cortile e le stesse stanze della casa del fratello Giuseppe. Fu voluto dalla Congregazione salesiana e realizzato con la tenace e amorosa ricerca di oggetti dal salesiano laico Teresio Chiesa. Egli, con moltissime fotografie, documentò i luoghi e gli oggetti del tempo di don Bosco; ne raccolse oltre 700 nei cascinali di campagna, li catalogò, li descrisse, li espose nel Museo. Questo fu costruito e arredato su disegno dell’Architetto Aldo Fogli e con l’allestimento del salesiano Luigi Zonta. La vita di ogni uomo viene condizionata dall'ambiente culturale, e ancor più da quello naturale in cui ognuno ha trascorso gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza. Così fu per Giovanni Bosco, immerso nella mentalità contadina, fatta di vivo senso familiare, di molto lavoro, di duro sacrificio, di estrema povertà e di forte fede cristiana. Gli oggetti e le fotografie del Museo testimoniano questo stile di vita. Ai visitatori del Museo l’augurio di assaporare gli elementi tipici della civiltà contadina, la semplicità degli strumenti che richiedevano fatica e intelligenza e di rivivere la serena gioia dell’antica gente di campagna.
Museo di Arti & Mestieri di un tempo
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Dove: Cisterna d'Asti, Castello Mediovale, P.za Hope 1
Quando: martedì - domenica 15-19 (tranne le dom. di Dicembre e Gennaio); 4€ (2008)
tel. +39.0141.979.021 / 118. www.museoartiemestieri.it
All'interno del Castello Medioevale, oltre 5.000 attrezzi del Mondo Contadino che danno al visitatore una fedele rappresentazione del suo vivere quotidiano.
Sono state ricostruite le antiche botteghe artigiane del passato: bottaio, fornaio, sarto, arrotino, torronaio ecc.
Barbera: Paesaggio e civiltà rurale
Dove: Costigliole d'Asti, Palazzo Comunale, Via Roma 9, ingresso Cantina Comunale dei Vini
Quando: su prenotazione: inverno martedì - venerdì 10-12, sabato e domenica 10-12 / 15-18; estate martedì-venerdì 10-12, sabato e domenica 10-12 / 16-19
tel. +39.0141.962.211
Il percorso museale inizia dall’analisi del terreno e, attraverso significative immagini ed oggetti, accompagna alla scoperta del passato e del presente del territorio e di questa coltura della tradizione costigliolese.
E’ un viaggio ideale che porta a conoscere l’ambiente esterno fino ai luoghi più segreti della casa monferrina e della cantina. Infatti il vino Barbera non è solo lavoro, cultura materiale e civiltà rurale, ma è anche arte, humor, grafica, letteratura e poesia
L'arte Sacra
Dove: Costigliole d'Asti, Confraternita di San Gerolamo, Via Serratrice 11
Quando: su prenotazione
tel. +39.0141.966.028 / 409
Oggetti sacri (conservati in diverse teche) quali paramenti liturgici e statue lignee, provenienti dalle parrocchie di Costigliole d’Asti ed appartenenti alle Confraternite di San Gerolamo e della Misericordia
Scavo Archeologico simulato
Dove: Grazzano Badoglio,
Quando:
tel. +39.0141.999.914 / 011.648.176
Nella Valle di Roncrosio le attività dello scavo simulato insegna ai bambini come anche le piccole storie quotidiane (come è il caso del profumiere Titus Vetius vissuto realmente a Grazzano nel periodo imperiale) diventino parte di una grande storia collettiva.
Casa e Museo del Maresciallo Badoglio
Dove: Grazzano Badoglio, Via Badoglio 20
Quando: Su prenotazione
tel. +39.0141.925.140 / 333.925.305.6
All’interno della casa in cui nacque nel 1871 e visse da bambino il Maresciallo Pietro Badoglio, protagonista di settant’anni di storia italiana.
Suddiviso in più sale, il museo espone numerose fotografie, giornali d’epoca, uniformi, armi, libri, cimeli, appartenuti alla famiglia Badoglio, oltre ad alcune donazioni di privati. Gli spazi visitabili sono il salotto dell´antica casa Badoglio, la sala dell´Africa, la sala nominata “La carriera fino al termine della Prima Guerra Mondiale”, la sala del Governatorato, la sala dell´Impero, la camera da letto, la biblioteca con una raccolta di opere scritte su Badoglio (a partire dagli anni del primo dopoguerra), ed la sala in cui è allestita una mostra permanente dal titolo "L´Italia dei governi di guerra 1943-1945", che illustra gli avvenimenti dal luglio 1943 all´aprile 1945.
Museo delle Arti e Tradizioni Popolari Sezione della Cultura del gesso
Dove: Magliano Alfieri, Castello degli Alfieri di Magliano, Via Alfieri 4
Quando: Su prenotazione
tel. +39.0173.661.17 / 333.565.231.2, www.comune.maglianoalfieri.cn.it
Allestito al primo piano del castello, documenta una particolarissima tecnica costruttiva, assai diffusa nelle case contadine di alcuni paesi del Roero, dell´Astigiano e dell´Ovadese
Sono infatti conservati dei rari soffitti in gesso. Nell´Albese e nel Basso Monferrato esistevano diverse cave di gesso e tra il Seicento e l’Ottocento questo materiale veniva ampiamente usato, a causa del basso costo rispetto al legno, per la decorazione di volte, camini, pavimenti, stipiti e architravi di porte. Nelle sale sono esposti un centinaio di motivi decorativi e Sono illustrati i vari usi del gesso nell’edilizia locale
Museo del Gesso
Dove: Moncucco, P.za Statuto
Quando:
tel. municipio +39.011.987.470.1, www.comune.moncucco.asti.it
A testimonianza di un passato uso del gesso decisamente produttivo sotto l’aspetto decorativo e tecnologico è stato istituito il primo nucleo del Museo del gesso che raccoglie il materiale documentante la lavorazione preindustriale del gesso e il suo impiego nell’architettura tradizionale del Basso Monferrato a partire dal XVI secolo fino all’inizio del Novecento, con particolare riferimento al solai di gesso.
La struttura museale è organizzata per temi: la geologia (di rilievo la presenza di splendidi cristalli di gesso provenienti dalle cave locali), le fasi di lavorazione preindustriale del materiale da costruzione con documenti e attrezzi dell’epoca, le diverse applicazioni del gesso in ambito costruttivo, con la presenza di decine di pannelli decorati provenienti dal soffitti del Piemonte centrale. Largo spazio è dato alla descrizione dei sistemi costruttivi dei vari manufatti di gesso presenti con particolare attenzione ai soffitti. Un’ulteriore occasione per apprezzare i caratteri originali dell'impiego del gesso nell' architettura tradizionale piemontese è data dalla possibilità di accesso, da parte dei visitatori del museo di Moncucco, a due edifici che ancora oggi conservano al oro interno i solai di gesso: il Municipio e la Bottega del Vino.
Ecomuseo Regionale del Basso Monferrato Astigiano. "Costruire oggi la memoria di domani"
Dove: Montechiaro d'Asti, Strada Stazione 9
Quando:
tel. +39.0141.999.914, www.ecomusei.net
L'area dell'ecomuseo coinvolge 73 musei posti a Nord del Tanaro. Programmi didattici volti ad interpretare la memoria del territorio utilizzando gli strumenti operativi delle arti: letteratura, musica, arti della scena, arti plastiche, teatro di figura, fotografia, danza.
Collaborazioni con i settori produttivi artigianali e agricoli per perpetrare la memoria locale attraverso l'iterazione di un "saper fare" che diventa moderno ma mantiene salde le radici del proprio passato e della propria tradizione. Fanno parte di questa rete museale: Castello d'Annone (il parco archeologico), Capriglio (il museo degli strumenti agricoli a motore), il museo 'l Ciar di Castell'Alfero, la xiloteca di Castelnuovo Don Bosco, Chiusano (il museo delle confraternite), Cinaglio (la gipsoteca), il museo degli antichi mestieri di Cisterna d'Asti, Pino d'Asti (il museo degli strumenti da falegname e da ebanista), Moncalvo (il museo delle opere di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo), il castello di Cortanze, la chiesa romanica di S. Secondo a Cortazzone, la Chiesa romanica dei S.S. Nazario e Celso a Montechiaro, il Castello con la Chiesa di Sant'Andrea ed i suoi affreschi, le meridiane, la chiesa romanica di S. Lorenzo a Montiglio Monferrato, la mostra sul romanico nell'Abbazia di Vezzolano,Villafranca (gli argenti di Monsignor Migliavacca)
Museo "Le terre del Barbera"
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Dove: Agliano Terme, c/o Istituto per le ricerche sul Barbera, Reg. San Rocco 80
Quando: lunedì-venerdì 8-13 / 14-17, ingr. Gratuito su prenotazione
tel. +39.0141.954.286, [email protected]
Dedicato al territorio del Barbera, il museo è allestito nella villa della Tenuta “La Generala” di Agliano Terme. Presenta una raccolta permanente di documenti, fotografie, attrezzi del vigneto e della cantina, a cura dell’Istituto di ricerche sul Barbera.
Alcuni materiali provengono dal Museo Bersano delle contadinerie (Nizza Monferrato), altri sono stati forniti da collezioni private, molti derivano dalla biblioteca dell’Istituto. In quattro sale vi sono una trentina di plance descrittive, mentre quaranta supporti metallici reggono decine di foto d’epoca e una mostra contemporanea di fotografie.
Museo Bocchino e Cantine Contratto
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Dove: Canelli, via G.B. Giuliani 88
Quando: ingresso gratuito dal martedì al venerdì negli orari di ufficio dell'Enoteca Contratto; nei fine settimana e lunedì su prenotazione
tel. +39. 0141.823.349 /810.01; www.contratto.it
E' una delle Cattedrali Sotterranee. Raccolta di reperti storici della distillazione, conservati nelle cantine di invecchiamento dei distillati della ditta Bocchino. Nei pressi del museo, è possibile visitare le cantine Contratto, dalle sale Liberty dell'enoteca, si scende sottoterra attraverso la galleria Sempione, un emozionante scoperta di chilometri di cunicoli dove sono conservate migliai bottiglie.
Una visita alle cantine inizia dal cortile, cui si accede dal grande cancello in ferro battuto, che si apre su quello che è stato spesso definito un luogo ideale per "la civiltà del vino". Il cortile è stato di recente restaurato con una pavimentazione in ciottoli di fiume, secondo la tradizione delle antiche strade di Canelli, ed emana un’atmosfera che appartiene a un mondo raffinato e senza tempo. Il cortile precede la parte più intima delle cantine, dove il vino nasce, si evolve e diventa grande. La visita procede nella galleria, che contiene preziose testimonianze della lunga storia di casa Contratto, tra cui due grandi manifesti realizzati nel 1922 da Leonetto Campiello, tra i più celebri illustratori del Novecento. La "sala dei sacchi", così chiamata perché vi venivano stesi ad asciugare i sacchi olandesi utilizzati in passato per la filtrazione del Moscato, conserva una splendida raccolta di antiche attrezzature per il lavoro di cantina, oggetti per decenni indispensabili alla produzione, ormai superati dalle moderne tecnologie, ma ora considerati di una bellezza scultorea. Infine si arriva nel cuore delle cantine: le cantine Contratto sono "cattedrali sotterranee" di maestose proporzioni, scavate nel tufo a 32 metri di profondità, dove la temperatura è naturale e costante e il vino matura circondato e protetto dal tufo della collina.
Centro per la cultura e l'arte, Cantine Bosca
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Dove: Canelli, Via Giuliani 21
Quando: gratuito su prenotazione
tel. +39.0141.967.711; www.bosca.it
E' una delle Cattedrali Sotterranee. Per valorizzazione la cultura del vino attraverso l´incontro con le numerose espressioni del sapere, sono state raccolte opere d'arte moderna e contemporanea accostate ai vini rendono suggestivo questo scenario unico al mondo
Cantine Coppo
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Dove: Canelli, Via Alba 66
Quando: durante la settimana senza prenotazione alle 11.00 e alle 16.30, durante il week end su prenotazione, visita con degustazione 10€ (2008)
tel. +39.0141.823.146; www.coppo.it
E' una delle Cattedrali Sotterranee.
Museo e Cantine Gancia
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Dove: Canelli, C.so Libertà 66
Quando: Ingresso gratuito su prenotazione: ore 9-12.30 / 15-17.30. Visite guidate su appuntamento da lunedì a domenica
tel. +39. 0141.830.212, www.gancia.it
E' una delle Cattedrali Sotterranee. Simbolo del legame tra l'azienda e il territorio, il museo è stato allestito per volontà della famiglia fondatrice. E' localizzato in un infernot – piccola cantina tipica della zona del Monferrato, scavata sottoterra nella pietra da cantoni o arenaria, solitamente utilizzata per custodire le bottiglie più pregiate di vino.
Il museo conserva una collezione di prodotti storici di Casa Gancia, dal primo spumante italiano in poi, documenti aziendali e gli attestati della casa reale e dello stato pontificio, di cui l'azienda fu fornitrice ufficiale. Il nucleo più interessante dell'esposizione è costituito dalla serie di manifesti pubblicitari – oltre un centinaio di esemplari – che testimoniano la centralità e l'importanza attribuita da Gancia alla comunicazione. Nell'elegante Gancia Club, all'interno della cantina storica, si può completare la visita con la degustazione di prodotti.
MUSA museo multimediale del Sud Astigiano
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Dove: Canelli, Via Giuliani 29
Quando: su prenotazione lunedì 10-13, martedì - venerdì 10-13/13.30-16.30, sabato 9.30-12.30, domenica durante manifestazioni
IAT tel. +39.0141.820.280, www.muvistep.it
Un vero e proprio viaggio in più di 150 anni di vocazione enologica italiana, un percorso attraverso una filosofia di vita e una cultura che da contadina è via via diventata imprenditoriale, all'interno di un paesaggio unico al mondo, straordinariamente e orgogliosamente italiano.
Opera realizzata da Angelo Cucchi, su progetto di Eugenio Guglielminetti, è stato progettato in modo da poter essere aggiornato e trasformato nel tempo
Museo della civiltà contadina della Bassa Langa e dell'Alto Monferrato
Dove: Castagnole Lanze, Via Alfieri 12
Quando: sabato e domenica 9-2, 15-18
tel. +39.0141.878.353 / 207 / 310
Ambienti delle tipiche abitazioni rurali dei primi anni del Novecento: la cucina, la camera da letto e il portico con gli attrezzi per la coltivazione dei campi, la cantina. Il Museo ha sede in un palazzo settecentesco
Museo etnografico 'L Ciar
Dove: Castell'alfero, Palazzo Municipale, P.za Castello
Quando: su prenotazione, durante la Rassegna Castelli Aperti e nei giorni di maggior interesse turistico del Comune.
tel. +39.0141.406.611, www.museolciar.com, www.castellalfero.net
Nei sotterranei del castello dei Conti d'Amico sono state raccolte testimonianze del XIX° - XX° secolo, migliaia di oggetti che riportano indietro nel tempo, con contadinerie, giocattoli ed attrezzi vari.
Contiene varie ricostruzioni d'epoca di ambienti casalinghi, scolastici, carcerari e contadini, con 'pezzi' raccolti in oltre trent'anni dai signori Antonio Montesano, Francesco Cantino e Mario Amerio, che mettendo a disposizione del Comune le loro raccolte hanno fondato l'Associazione C'era una volta di Castell'Alfero.

