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Viaggia sulla cartina virtuale per scoprire Asti da Est a Ovest lungo la direttrice di Corso Alfieri...
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Da EST ad OVEST sulla direttrice di Corso Alfieri
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Africa in forme: trasformazioni e deformazioni del corpo femminile nella scultura africana quando: 16/05 06/08/08, lun - ven 9-13, 16-19, sab e festivi 10-20; 7 €, www.comune.asti.it Per la prima volta oltre 200 opere di arte africana provenienti da collezioni private, tutte inedite e mai esposte; sculture realizzate in legno, in terracotta o bronzo, spesso addobbate con complementi in tessuto, pelli, lamine in rame, murrine e perle vitree, cauri, documentano in maniera ampia la varietà di modi in cui l’arte tradizionale africana affronta il problema della rappresentazione del corpo umano, in particolare di quello femminile.L’occasione è piuttosto rara perché le esposizioni dedicate alle arti extraeuropee in Italia non sono frequenti. Nei prestigiosissimi ambienti del battistero romanico di San Pietro e della vicina cappella gotica, si potranno ammirare capolavori provenienti da quasi tutte le regioni che costituiscono il teatro di elaborazione dell’arte africana, dal Mali, al Congo, all’Angola. Da segnalare in particolare, tra le altre opere, la serie di grandi sculture dei Lengola del Congo e quelle del Burchina Faso ( realizzate da Mossi, Lobi, Gurunsi ). Di particolare ricchezza anche la serie di opere degli artisti Luba e Hemba del Congo, che della donna hanno fatto il tema principale del loro operare. |
Complesso di San Pietro Consavia. Battistero, Museo archeologico e paleontologico. Rotonda del Santo Sepolcro dove: C.so Alfieri 2. tel. +39.0141.353.072 / 399.489 quando: lun-ven 9-13, 15-17, sab 9-13, 15-18 (16-19 da maggio a settembre), dom 10-13; ingresso gratuito, 2,50€ per il museo archeologico e paleontologico (2008) (N.B.: il cancello è sempre chiuso, suonate il campanello!) La chiesa priorale, quadrata, fu realizzata in forme rinascimentali dall’astigiano Giorgio Valperga, Priore di Lombardia, con belle decorazioni in terracotta, affreschi del XVII secolo e romantico chiostro. Il battistero ottogonale romanico che risale al X-XII secolo fu costruito ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme dall'Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme poi di Rodi, poi di Malta (Templari) che utilizzavano il complesso per ospitare i pellegrini della Via Francigena. Gli spazi conventuali completano il Complesso, al loro interno trovano sede il Museo Paleontologico e il Museo Archeologico che dispone anche di una Sezione Egizia. |
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A.T.L. Asti Turismo - uffici informazioni: dove: P.za Alfieri 29 (Palazzo della Provincia), tel. +39.0141.530.357, www.astiturismo.it quando: lun-sab 9-13/ 14.30-18.30, dom 9-13 |
Piazza triangolare, chiusa su tre lati da palazzi porticati, con al centro la statua commemorativa del famoso poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri, la cui casa natale è l'odierno Palazzo Alfieri. Ogni Mercoledì e Sabato ospita il mercato. Tutti gli anni, la terza domenica di settembre, vi si corre il Palio. |
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dove: Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria tel. +39. 011.399.057 (Sala Pastrone. tel. +39.0141. 399.057) |
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dove: P.za San Secondo 1 quando: visitabile previo avviso al tel. +39.0141.399.216, lun-ven 8-14, mar e gio anche 15.30-18.30 Donato alla città da Vittorio Emanuele Filiberto di Savoia; le sue strutture medioevali furono trasformate da Benedetto Alfieri tra il1731 ed il 1741. Il tutto è stato completato nel 1817 con l'inserimento in facciata dell'altana e nel 1867 con la costruzione ex novo della manica prospiciente Via Palazzo di Città. Affreschi, opera degli artsti Astigiano Bausano ed arri, decorano lo Scalone di Ingresso ed il Salone dei Ricevimenti. La ringhiera in ferro battuto Liberty dello Scalono è stata realizzata dal lodigiano Mazzucotelli. Nell'atrio è conservata un'antica pietra di riferimento per le misure lineari usata fino al tardo medioevo. |
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dove: P.za San Secondo. tel. +39.0141.530.066. quando: giorni feriali 10.45-12 / 15.30-17-30, festivi 15.30-17-30 La Chiesa dedicata al Santo Patrono della citta sorge sul luogo della sua sepoltura. La Cripta, in cui sono conservate del reliquie del Santo, è la parte più antica di tutta la costruzione e risale al VIII secolo. Tra il XIII e il XIV secolo fu costruita l'attuale chiesa gotica con pianta a croce latina; della precedente costruzione rimane solo il Campanile Romanico, originario del X sec. La facciata fu costruita nel XV secolo su modello Romanico. Molto interessante, al suo interno, la Cappella di San Secondo posta sul terminale della navata destra e realizzata da Bernardo Vittone nel XVIII sec. Ospita il Carroccio ed i drappi del Palio (prima cappella della navata destra), un polittico rinascimentale di Gandolfino da Roreto rappresentante l'Adorazione dei Magi (nella navata sinistra) oltre a numerosi affreschi. Sopra l'ingresso della navata centrale, possiamo ammirare l'Organo di Ligorio Grisanti (XVIII sec.). La tribuna della Cantoria è decorate da sculture realizzate dalla Bottega Bonzanigo (XVIII sec.). Piazza San Secondo era sede dell'antico mercato del Santo con portici dei mercanti e degli artigiani. |
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dove: Via dei Cappellai, angolo Via S. Incisa Palazzo gotico che fu sede del governo cittadino e residenza del Podestà fino al XVI sec. Da qui ebbero inizio gli eventi che portarono alla proclamazione della Repubblica Astese. Il Palazzo, e’ originario del XIII secolo e presenta alcune caratteristiche tipiche dell’architettura Gotica: fregio marcapiano a losanghe, decorazioni bicrome che evidenziano la finestratura originaria, la merlatura inglobata nel muro di sopraelevazione e capitelli di spigolo agli angoli del Palazzo. Lo spazio interno e’ scandito da quattro volte a crociera interne sorrette da un unico pilastro centrale. Oggi ospita un'attività commerciale privata. |
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Se vuoi proseguire in Piazza Statuto, segui l'itinerario Verso Sud |
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dove: P.za Medici 6, angolo Via Hope quando: da aprile a ottobre, sab e dom 10-13, 16-19, altri giorni su prenotazione, tel. +39. 0141.399.489/466; 2€ (2008) Torre civica appartenente alla famiglia ghibellina Troya, ghibellina, che possedeva "casane" in Svizzera. E' detta "Torre dell'orologio" perchè fu donata al Comune da Emanuele Filiberto di Savoia come sede del civico orologio che segnava l'ora ufficiale degli atti pubblici. Alta 44 metri, è una delle più imponenti e meglio conservate torri medioevali del Piemonte; dalla sua cima si può ammirare uno stupendo panorama della città. A Settembre, in occasione della Douja d'Or, il Comune organizza alcuni aperitivi. Caratteristiche le eleganti bifore gotiche del dodicesimo e quattordicesimo secolo. |
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OYOYOY Festival di cultura ebraica tel. 347.489.166.2, www.oyoyoy.it quando: dom 18/05/08 dalle 15 alle 18 Apertura della Sinagoga, recentemente restaurata, e visite guidate nel ghetto, a cura di Artefacta. Partenza ogni ora sede Israt ore 11 - Inaugurazione della mostra di Max Ramezzana su Le scatole di Primo Levi |
dove: Via Ottolenghi 8, tel. +39.0141.594.271 /593.281, www.israt.it quando: su prenotazione, ingresso gratuito e visite guidate (2008). Edificio per il culto ebraico, connesso con il “ghetto”. La comunità ebraica di Asti si costituisce a partire dal quattordicesimo secolo, raggiungendo una notevole presenza nella città verso la fine del diciottesimo secolo. Essi hanno contribuito in modo determinante sia allo sviluppo economico e culturale della zona che alla politica nazionale, con Isacco Artom. |
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A.T.L. Asti Turismo - uffici informazioni: dove: Corso Alfieri 328 (Torre Comentina), tel. +39.0141.530.357, www.astiturismo.it quando: lun-sab 9-13/ 14.30-18.30, dom 9-13 |
dove: C.so Alfieri 328 Una delle due torri, insieme a quella Troiana, rimaste integre dalla loro costruzione risalente al tredicesimo secolo. Alta 38 metri, nel diciannovesimo secolo e’ stata inglobata nel Palazzo neo-gotico che si affaccia su Piazza Roma - Questa Piazza è stata ricavata dalla demolizione della chiesa e del convento di San Bernardino. Le case che sorgevano dove oggi ci sono i giardinetti delimitavano il limite fra il mercato del Santo e quello del Duomo. Alcuni resti di queste costruzioni sono conservati nel palazzo d’angolo con Via Balbo. |
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dove: C.so Alfieri 350. tel. +39.0141.399.460 quando: visitabile previo avviso al tel. +39.0141.399.050 / 417 lun-ven 8-14, mar e gio anche 15.30-18.30 L’aspetto attuale e’ dovuto ad una probabile ristrutturazione di Benedetto Alfieri affidatagli dal proprietario, il Conte Carlo Antonio Gabuti di Bestagno, nella seconda meta del diciassettesimo secolo. Nel 1851 il palazzo passa alla famiglia Ottolenghi, la più abbiente della comunità ebraica di Asti, che rinnova l’appartamento al piano nobile secondo un gusto eclettico privilegiante lo Stile Impero. L’appartamento e’ decorato con numerose tele pittoriche: Le sovrapposte di Gonin, Susanna e i vecchioni attribuita al Cariani ed il Cristo nell’orto di Francesco Cairo. |
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Palazzo Mazzetti. Pinacoteca Civica. dove: C.so Alfieri 357, tel. +39.0141.399.489 / 466 / 508 quando: chiusa per restauri In origine il Palazzo era l’antica dimora della famiglia Turco. L’edificio e’ stato, poi, completamente rimaneggiato dal Marchese Giovan Battista Mazzetti, intorno al 1730 con la realizzazione della galleria al primo piano e nel 1751 con il completamento dei lavori, probabilmente su disegno di Benedetto Alfieri. Da ammirare al suo interno l’atrio, lo scalone e le sale di rappresentanza; sulla facciata e’ notevole l’alternarsi delle finestrature e dei balconi in ferro battuto. |
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dove: Via Carducci 50 Originaria casa-forte della famiglia Macalufo, poi Bunei, l’edificio e’ stato ristrutturato nel quindicesimo secolo dal vescovo Vasino Malabayla. Internamente e’ ancora visibile la struttura di una delle quattro torri che difendevano l’edificio, Sul prospetto verso la Piazzetta del Seminario sono visibili le decorazioni in mattoni ferraioli. |
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dove: P.zetta del Seminario 1 quando: visitabile previo avviso al tel. +39.0141.593.889 lun-sab 9-12, 15-18 Costruito sulle fondamenta del precedente Seminario tra il 1763 e 1766 su progetto di Benedetto Alfieri subì diversi ampliamenti fino al 1880. Tanto sobria l’architettura verso l’esterno quanto articolata quella verso l’interno, l’ampio refettorio è decorato da opere di Giovanni Longo Perosino e di Gandolfino da Roreto. Biblioteca ricca di manoscritti pergamenacei, incunaboli e preziosi volumi a stampa. Ampio refettorio |
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Palazzo del Collegio (sede della Douja d'Or) |
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dove: Via Giobert, angolo Via Carducci All’angolo dell’isolato delle scuole sono stati conservati i resti della torre Solaro, originaria del quattordicesimo secolo. Questa potente famiglia apparteneva alla fazione guelfa e possedeva diverse “casane” in tutta Europa. |
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Lapidario e Cripta di Sant'Anastasio. dove: C.so Alfieri 365/A. tel. +39.0141.437.454 / 399.489 quando: mar-dom 10-13, 15-18 (16-19 aprile - ottobre); 2,50€ (2008). Sito archeologico: Nascosti nelle fondamenta del palazzo delle Scuole (1907), troviamo alcuni notevoli resti romanici facenti parte di antiche costruzioni religiose. Originariamente tutto l’isolato era occupato dal Monastero delle monache Benedettine, fondato nel VIII Secolo. I resti oggi visibili nascono come struttura a pianta centrale che, nel dodicesimo secolo, sono trasformati nella Cripta rettangolare sottostante la chiesa romanica di S. Anastasio. Nella parte più antica della Cripta troviamo alcune colonne marmoree di recupero di età romana e nelle fondamenta e inglobato un settore di muro anch’esso romano. Nel diciassettesimo secolo la chiesa fu demolita per costruirne una nuova di fattezze barocche; anch’essa abbattuta per far posto all’attuale palazzo. Nei locali che conservano gli antiche resti c’e’ oggi la Sede del Museo Lapidario Medioevale, notevoli le raccolte dei capitelli romanici della chiesa di S. Anastasio e degli Stemmi delle famiglie astigiane. |
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dove: Via Roero, angolo C.so Alfieri Realizzata nel tredicesimo secolo, è l’unico esempio di torre ottagonale ad Asti, sulla facciata troviamo due stemmi della famiglia ghibellina di appartenenza: i De Regibus. |
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Casa-Forte dei Roero di Monteu Sorge adiacente alla chiesa di S. Martino, l’originaria struttura medioevale dell’edificio risale al tredicesimo secolo, oggi ne rimane evidente solo la parte inferiore della torre, mozzata degli ultimi tre piani. Nel 1804 vi soggiornò Papa Pio VII durante il suo viaggio verso Parigi per incoronare Napoleone Imperatore dei Francesi. |
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Chiesa di San Michele Arcangelo. dove: P.za San Martino. Chiesa del XVIII sec., antico ospizio dei pellegrini e oggi oggi sconsacrata e sede della vineria Diavolo Rosso; è collegata nel retro a Palazzo Ottolenghi. |
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dove: P.za San Martino, tel. +39.0141.593.362 (parroco) quando: giorni feriali 9-12 /15.30-18.30, festivi 15.30-17 Realizzata nella prima meta’ del diciottesimo secolo ad opera di P. Ambrogio Mazenta della Congregazione dei Padri Barnabiti, e’ una chiesa a navata unica con cappelloni laterali. La parte inferiore del campanile e’ quella originaria, di struttura romanica, della precedente chiesa che sorgeva sul posto. Le decorazioni pittoriche degli interni, la gloria di San Martino sulla Cupola e le scene bibliche nei Cappelloni, sono uno splendido esempio del talento di Giovan Carlo Aliberti. L’arredo ligneo della sacrestia e’ opera di Antonio Manzone mentre sulla facciata e’ posta una scultura di S. Martino di C. Francesco Rista, il tutto realizzato nel diciottesimo secolo. Le tele di S. Lucia, S. Apollonia e del Sacro Cuore sono di Michelangelo Pittatore (diciannovesimo secolo), dello stesso periodo la tela dei Santi Barnabiti di Giorgio Szoldaticsz. Annesso alla chiesa di San Martino, il coevo Convento dei Barnabiti. |
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Casa-forte Ramelli di Celle |
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Biblioteca Consorziale Astense dove: C.so Alfieri 375, angolo Via Goltieri, tel. +39.0141.593.002; www.bibliotecaastense.it quando: lun 15-19, mar-gio 9-19.30, ven 9-22, sab 9-13 La Biblioteca possiede tutte le edizioni delle "Opere" di Vittorio Alfieri, fra cui alcune rare, e un'ampia gamma della saggistica sullo scrittore, il suo tempo e su alcuni aspetti di storia del teatro e di letteratura teatrale; gestisce anche le opere di Eugenio Guglielminetti. |
dove: C.so Alfieri 375. quando: Museo Alfieriano tel. +39.0141.538.284: mar-ven 10-12, 15.30-17.30, sab-dom 10-12, gratuito (2007, telefonato per sicurezza) |
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dove: Via Carducci 65 Originaria Casa-forte della famiglia Zoya, questo Palazzo e’ stato parzialmente ristrutturato tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Della struttura medioevale rimangono le volte nei saloni dell’interrato, dove si svolgeva l’attività mercantile e di deposito merci. Nelle sale superiori sono ancora visibili dei soffitti a cassettoni e delle decorazioni a grottesche tipiche del sedicesimo secolo, verso il cortile interno si affaccia un bel loggiato. Il Palazzo e’ oggi proprietà privata non visitabile. |
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dove: P.za della Cattedrale, tel. +39.0141.592.924 quando: Tutti i giorni 9-12, 15-18 Bellissimo esempio di Gotico piemontese, il Duomo, dedicato all'assunta e a San Gottardo, e’ realizzata nella prima metà del quattordicesimo Secolo per iniziativa del vescovo Arnaldo De Rosette. Viste le origini francesi del religioso, i modelli architettonici e decorativi della chiesa sono di quella nazione, la mole imponente ricorda le cattedrali-fortezze del midì francese. Nel diciottesimo secolo Bernardo Vittone si occupa di prolungare l’edificio realizzando le sagrestie; nello stesso periodo sono eliminate le costolature delle volte ed è realizzato il Ciborio dall’artista Francesco Piffetti. Il Campanile e’ una preesistenza Romanica di meta’ tredicesimo Secolo. Molto belle le decorazioni a motivi zoomorfi e vegetali di tradizione locale dell’antiporta sul lato sud dell’edificio e la rappresentazione di “Maria fra gli angeli, apostoli e santi”. Altro elemento distintivo lo stemma dei Pelletta, inserito per ricordare il contributo offerto dalla famiglia per realizzare tale ingresso. Notevoli, poi, le decorazioni scultoree dell’ingresso principale, in particolar modo le mensole e il capitellino. Le navate, il transetto e il tiburio sono affrescati nel settecento da Francesco Fabbrica e G.Battista Rocca; dello stesso secolo gli affreschi delle absidi di Carlo Carlono e G. Perego. Molte le opere pittoriche di Gandolfino da Roreto, realizzate tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo: La Madonna del “Banchiere”, Lo Sposalizio della Madonna, il Polittico smembrato delle genealogia della Madonnna e la Deposizione. Interessante, inoltre, la Risurrezione di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” (fine XVI sec., inizio XVII). Gli arredi lignei sono opera di Francesco Salario e Antonio Varale, mentre l’altare centrale e’ opera di Benedetto Alfieri. Completano l’interno il fonte battesimale del quindicesimo secolo, ricavato da materiale romano di spoglio, e due acquasantiere poggianti su capitelli romani: una pre-romanica e l’altra gotica. Da non perdere una terracotta policroma rappresentante un gruppo statuario del Cristo morto del sedicesimo secolo. I due Organi della chiesa sono stati realizzati uno dal Grisanti nel diciottesimo secolo, l’altro dal Serassi il secolo successivo. Interessante la targa marmorea di Arricino Moneta del tredicesimo secolo che rappresenta il primo esempio piemontese di monumento equestre. Ultima opera degna di nota la pietra tombale del Vescovo Baldracco Malabayla del secolo quattordicesimo. |
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Palazzo dei Conti Amico di Castell'Alfero. dove: P.za della Cattedrale 2 Il fronte sulla Piazza presenta le caratteristiche tipiche della ristrutturazione settecentesca mentre sul lato a mezzogiorno permangono gli elementi gotici originari: le arcature tamponate del loggiato al secondo piano e il coronamento trecentesco. |
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Centro Studi sui Lombardi e sul Credito nel Medioevo. dove: Palazzo Mazzola, tel. +39.0141.538.770
quando: segreteria lun-ven 9-13. mar e gio anche 15.30-17-30 Asti è stata ritenuta la sede idonea ad ospitare un centro di ricerca sul credito e sull'economia del Medioevo e della prima Età Moderna poiché proprio da Asti, nella prima metà del Duecento, partirono, diretti verso il resto d'Europa, i primi mercanti che, in seguito, si specializzarono nel prestito su pegno. Questi mercanti astigiani, noti all'estero con il nome di Lombardi, con la loro attività posero le basi della moderna economia creditizia il cui studio ad Asti è favorito dalla copiosa documentazione conservata negli archivi cittadini e in particolare nell'Archivio Storico del Comune. L'attività del Centro Studi evidenza i presupposti storici della attuale vocazione europea della città e, collocando la città all'interno di una logica di scambio culturale tra diverse città europee, ne fa un punto di riferimento unico in Europa per gli studi di storia sociale e economico-creditizia. |
Palazzo Mazzola. Archivio Storico Comunale.
dove: Via Cardinal Massaia 5, tel. +39.0141.399.339. quando: lun-ven 9-13, mar e gio anche 15.30-17.30 su prenotazione; 2,5€ (2008) Fu costruito nel sedicesimo secolo per volere del giureconsulto Francesco Mazzola; l’impostazione e le decorazioni sono tipicamente rinascimentali: i portali, le finestre a croce guelfa, i capitelli, i portali e il sistema voltato di alcuni ambienti, i motivi simbolici del salone d’onore e il suo soffitto a cassettoni con decorazione policroma. Fu sede dell’Opera Pia Buon Pastore, che si occupava di assistere orfane, trovatelle o madri nubili, poi della sezione maternità dell’Ospedale Civile. Oggi vi si trova l’Archivio Storico comunale, uno dei più importanti del Piemonte, che conserva documenti prodotti e ricevuti, in prevalenza dall'Amministrazione comunale, dal 947 ad oggi; tra i più famosi il Codex Astensis detto "Malabayla" ed il Codece Catenato degli Statuti del Comune medioevale. Altre importanti sezioni dell’Ente sono l’Archivio del Palio, la fototeca storica, il laboratorio di Restauro e Legatoria e il Centro Studi sui Lombardi e sul Credito nel Medioevo. |
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dove: Via Varrone 30 quando: Solo su prenotazione, tel. +39.0141.399.489 / 437.454. Sito archeologico costituito dai resti di una casa romana patrizia: alcuni frammenti di affresco su intonaco ed un ampio mosaico policromo, una decorazione marmorea, alcuni laterizi ed alcune parti di un impianto termico. Nello scavo sono stati ritrovati anche alcuni muri di fondazioni medioevali che si intersecano con l’edificio romano. Tipico della costruzione originaria e‘ l’orientamento dei muri, perpendicolare al tracciato del decumano romano, la Via Fulvia oggi Corso Alfieri. Di fronte troviamo l’antico monastero delle Clarisse, tipico esempio di architettura cinquecentesca decorato internamente da alcuni affreschi di Giovan Carlo Aliberti nel diciottesimo secolo. |
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Michelerio (ex chiesa e chiostro del Gesù). dove: C.so Alfieri 381. |
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dove: Corso Alfieri 424. Costruita in epoca augustea, tra il primo secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo, con una pianta a sedici lati, in epoca romanica (dodicesimo secolo) fu sopraelevata di due piani sopra la prima cornice. Attraverso un raccordo ad arcate ed una torre gemella al suo fianco, costituiva l’antica porta occidentale della città; nei secoli successivi fu utilizzata come campanile per l’originaria chiesa romanica di santa Caterina. Deve il suo nome ad una famiglia che, per un certo periodo, ne ebbe la proprietà: i De Rubeis (Rossi). Narra la leggenda che nella cella sotterranea, oggi murata, S. Secondo vi avrebbe trascorso la prigionia in attesa del martirio |
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Per info, consigli e suggerimenti: |
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ultimo aggiornamento: 11/06/2008 clicca qui per aggiungere il sito ai preferiti |
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