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nel 2009 ....

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SCOPRENDO... TEATRO ALFIERI AD ASTI SCOPRENDO... IL TEATRO CIVICO DI MONCALVO scopri San Damiano scopri Rocchetta Tanaro SCOPRENDO ... IL TEATRO SOCIALE DI NIZZA SCOPRENDO... IL TEATRO COMUNALE DI COSTIGLIOLE SCOPRENDO.. IL TEATRO BALBO DI CANELLI SCOPRENDO IL CINEMA TEATRO ARISTON DI ACQUI scopri Castell'Alfero

oggi al Cinema

 

 

 

Mostra Maestro del Palio 2008: Flavio Piras

dove: Asti, Fondo "GIOV-ANNA PIRAS",Via Brofferio 80, tel. +39.0141.352.111, www.fondopiras.com

quando:  fino al 28/12/08 mar - sab 10-12.30, 15-19.30, dom 17-19.30

Dal drappo del Palio all’omaggio a Picasso, dalle foto ai collage, dagli assemblage ai ritratti, dalle performance al design: una mostra che mette in luce la dimensione liquida, mutevole e particolare dell’arte di Flavio Piras, eclettica figura che desta sempre più interesse nel panorama intellettuale ed artistico nazionale e internazionale. Evento raro, se si pensa che l’ultima personale dell’artista ad Asti risale a circa 25 anni fa, che accompagnerà la competizione cavalleresca alimentando quel suggestivo filone critico grazie al quale l’arte è sempre più spesso in grado di porsi in relazione con ciò che è “altro”, in linea con una crescente e diffusa volontà dinamizzante che coinvolge pubblico, artisti e addetti ai lavori, ma che soprattutto rispecchia le esigenze espressive che animano l’attivismo del nostro protagonista. Attento contemplatore della realtà, il cui lavoro si caratterizza per la lucidità con cui prende le distanze dal doloroso processo di mercificazione che investe l’arte, Flavio Piras, “esce allo scoperto” raccontandosi attraverso l’articolato impianto su cui si baserà la mostra; a dominare le scelte espositive ci sarà una volontà comunicativa che vede nell’arte un potere sensibilizzante e arricchente, il cui valore risiede nella capacità di sfuggire ai canali convenzionali, e a valorizzarne l’attitudine a coinvolgere i fruitori in una dimensione di profonda comprensione che passa dalle cose quotidiane, per estendersi, poi, all’immanente. L’artista stesso ha selezionato i lavori che meglio rappresentano il suo percorso, tra foto, installazioni, design, video, performances e il particolare collage che caratterizza i “ritratti”, elaborazioni personalissime che godono di alto gradimento tra i collezionisti. La mostra riserva una sorprendente anteprima: un omaggio a Pablo Picasso, che ricalca, al contempo, l’ampio raggio d’azione del Piras collezionista e quello del Piras capace di mettersi in relazione critica con l’arte, in un continuo oscillare tra un “dentro” e un “fuori”, che qui diventano metafore di un’affascinante molteplicità di livelli espressivi. Attraverso un intrigante processo di estrapolazione sensibile, questa serie di opere ci propone un viaggio intimistico su un inedito Picasso “uomo”, prima che artista, filtrato dalla sensibilità di un interlocutore contemporaneo che non dimentica di tributare la sua consapevolezza al passato. Sospeso tra la sensibilità dell’estimatore e quella dell’artista, con questa serie di lavori, Flavio Piras schiude al pubblico uno scorcio dalla potente valenza umana, traendo spunto da tele e piccoli oggetti personali rinvenuti nello studio di Mougins, per restituirci, attraverso un frammentario universo di rimandi simbolici, uno sguardo quasi “antropologico” alla figura picassiana. Un posto di rilievo nella poetica di Piras è da sempre occupato dal design; una dimensione creativa che, per sue caratteristiche intrinseche, si pone quasi come contrappeso alla fluidità d’espressione che investe il resto della sua produzione. La pulizia formale del design si confronterà quindi con il legno bruciato, le cascate di petrolio che stillano dalle installazioni e la pastosità delle camere d’aria di bicicletta, contaminandosi forse, dell’eclettismo che così profondamente permea la personalità dell’artista. Difficile ricondurre la mostra ad un unico piano di lettura; difficile racchiudere la varietà degli elaborati, delle tecniche e dei piani comunicativi in un solo concetto o in un “ titolo”: quello in cui ci invita Flavio Piras è uno spazio dove le cose non hanno bisogno di essere dette per essere sentite; a noi viene lasciata la massima libertà d’interpretazione e la giusta distanza emotiva per avvicinarci all’arte con rinnovata fiducia

 

dove: Govone (CN), Serra del Castello, www.christmasfilmfestival.it, tel. 328.2012140

quando: fino a mar 06/01/09

Il Natale visto non solo come vacanza e disimpegno, ma anche come momento di incontro e riflessione: è questo il tema del Christmas Film Festival, luogo di scambio tra diverse culture e tanti modi di fare cinema, accomunati da una grande qualità e da un argomento che ha affascinato tutti i più grandi registi, da Tim Burton a Pupi Avati, da Frank Capra a Paul Haggis. Il Christmas Film Festival propone storie, racconti, eventi narrati in pellicola per adulti e bambini. Pomeriggi riservati ai più piccoli e serate ai grandi, ma nulla vieta reciproche scorribande fra i diversi momenti della giornata: i film sono pensati anche per mettere insieme vari tipi di pubblico e di età. Con l'obiettivo di aprire nuove frontiere, culturali e cinematografiche, il Christmas Film Festival, ideato e organizzato dall'Associazione Palladium Productions, presenta in rassegna lungometraggi, selezionati da Ilaria Avanzi, da Mazzino Montinari e Simona Rota, con uno sguardo attento non solo ai valori morali e spirituali della ricorrenza, ma anche all’amicizia e alla solidarietà oltre lo spreco e il consumo. Un’occasione irripetibile per godersi dal grande schermo tanti film indimenticabili, classici e non, dedicati alle feste natalizie, dall'inizio del cinema ai giorni nostri. A cura dell'ufficio stampa.
Le proiezioni avranno luogo alle ore 16.30 e 18.30 nelle date 29, 30 Novembre 2008, 6, 7, 8, 13,14, 20, 21, 26, 27, 28 Dicembre 2008, 3, 4, 5, 6, Gennaio 2009

 

Il cioccolato dai Maya al XX secolo

dove: Alba, Fondazione Ferrero, www.fierdeltartufo.org, www.fondazioneferrero.it

quando: fino al 18/01/09, mar-ven 15-19; sab, dom e festivi 10-19. Giorni di chiusura 24, 25, 31/12/08, 01/01/09. Prenotazioni e visite guidate tel. 0173.36.34.80 - Fax 0173.36.69.68. Info e prenotazioni: tel. 0173.29.45.62 (9.30-12.30).

Una grande mostra dedicata al cioccolato, passione tra le più diffuse e contagiose. Ciò che la mostra racconta è la storia di un'avventura che comincia molto lontano nel tempo e nello spazio, nella giungla equatoriale, fra la popolazione Maya. E' qui che dai semi della pianta del cacao si comincia a ricavare il "cacahuatl", la bevanda degli dei. In un'ambientazione che richiama atmosfere, suoni, profumi della giungla, si ritrovano in mostra preziosi reperti precolombiani ma anche i primi tasselli della scoperta europea del cacao. L'esposizione prosegue, nelle sezioni successive, con il racconto dell'evoluzione e dei cambiamenti che hanno accompagnato la lavorazione e la consumazione del cioccolato dal 1700 al XX secolo. Il dilagare della cioccolata nel Vecchio Continente passa tramite la Spagna, prima come bevanda quasi medicinale poi, scoperta la dolcificazione, come bevanda alla moda, ammessa dai Papi anche in periodi di digiuno perché corroborante, amata da Casanova per i suoi portentosi effetti sull'amore e sull'umore. Col tempo, nessuno nobile, ricco, borghese o religioso riesce a sottrarsi al piacere di una tazza di cioccolata. Le note di Mozart - che della cioccolata fu grande appassionato - accompagnano il visitatore tra importanti dipinti, argenti e porcellane di varie manifatture europee che documentano quello che ormai è diventato un rituale. A Versailles, come in tutte le corti dell'epoca, la nuova bevanda viene servita in ogni ora. Le manifatture di tutta Europa e in particolare quella di Sèvres lavorano senza sosta per creare servizi sempre nuovi adatti a porgere il nettare che viene da lontano. Successivamente, per tutto l'Ottocento e con continui sviluppi, si assiste alla messa a punto della produzione e della lavorazione industriale. Nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Circa vent'anni dopo, l'olandese van Houten mette a punto un processo che consente di isolare il burro di cacao partendo dalla pasta di cacao. Il cioccolato al latte viene creato per la prima volta nel 1875 dallo svizzero Daniel Peter e poco più tardi, nel 1879, Rodolphe Lindt a Berna crea la ricetta per il cioccolato fondente attraverso la tecnica del "concaggio". Grazie a queste continue trasformazioni, il cioccolato smette di essere un patrimonio esclusivo e diventa un desiderio esaudibile per tutti, si diversifica moltissimo con l'obiettivo di raggiungere tutti e ovunque, assumendo le più diverse forme: pralina, cioccolatino, tavoletta. Macchinari, insegne storiche, immagini d'epoca e film consentono, nella sezione della mostra dedicata alle ottocentesche trasformazioni industriali, di vivere la magia della fabbrica del cioccolato, il luogo dove un seme diventa passione collettiva, espressa in mille forme e sfumature di sapori. Il Novecento aggiunge al mito del cacao nuovi ingredienti: creatività e design. Grandi artisti, da Fortunato Depero a Federico Seneca a Leonetto Cappiello, vengono messi al lavoro per dar forza a marchi e prodotti. Sulla loro scia, scendono poi in campo esperti di pubblicità e di marketing che fanno di Nestlé, Suchard, Lindt, Tobler, Perugina, Caffarel, Venchi-Unica, Ferrero, Elah Dufour, Feletti, Pernigotti marchi noti a tutti. E il cioccolato, declinato in modi diversissimi, assume significati che oltrepassano il prodotto in sé. Bacio Perugina, Gianduiotto, Mon Chéri, Nutella - solo per citare alcuni prodotti diventati icone nel Novecento - connotano modi e momenti di vita e divengono veri e propri fenomeni di costume.
 

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: mar 09/12/08, ore 21

ASTIDANZA BALLETTO TEATRO DI TORINO Musica di P. J. CIAJKOVSKY Rielaborazione coreografica dall’originale a cura di LOREDANA FURNO con la partecipazione degli ALLIEVI DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO DELL’ACCADEMIA DEL BALLETTO TEATRO DI TORINO
Tra i molti balletti ottocenteschi che hanno fatto la fortuna della danza classica nel mondo, certamente uno dei più famosi e suggestivi è “La bella addormentata nel bosco”. Ispirata ad un racconto del celebre favolista Perrault, il balletto venne rappresentato per la prima volta a S. Pietroburgo nel 1890. Il successo fu immediato, sia per le musiche di Ciajkovsky sia per la suggestione di una vicenda che sembra fatta apposta per essere tradotta in balletto.
SPAZIO GIOVANI BIGLIETTO UNICO 15 €, SPETTACOLO PER LE SCUOLE MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE 2008 - ORE 10.30 INGRESSO 5 €, CONFERENZE E INCONTRI SALA PASTRONE ORE 20.00 SERGIO TROMBETTA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “VASLAV NIZINSKIJ”
 

dove: Nizza, Teatro Sociale, Via Trento 3, tel. +39.0141.701.496,  Associazione Arte&Tecnica tel. 0141.31.383, www.arte-e-tecnica.it, Gruppo Teatro Nove tel. 347.7891937

quando: mer 10/12/08, ore 21, intero 16€

liberamente tratto da Il vizio dell’amore di Gabriele Romagnoli, con Elisa Ariano, Valeria Berardi, Aurora Del Bandecca, Silvia Perosino, Antonella Ricci, Mariangela Santi, Paola Sperati, Scenografia: Maria Adorno. Disegno luci: Fabio Fassio, Elaborazione suoni: Federica Parone , Adattamento e regia: Mariangela Santi, GRUPPO TEATRO NOVE
 

NON SI SA COME

dove: Moncalvo, Teatro Civico. Centro Civico Montanari, P.za Garibaldi 28; tel. +39.0141.917.352. Associazione Arte&Tecnica, www.arte-e-tecnica.it, tel. +39.0141.313.83  

quando: ven 12/12/08, ore 21

di Luigi Pirandello, con Riccardo Forte, Elena Canone, Luciano Caratto, Valentina Vivando, Giusto Lo Piparo
regia di Giulio Graglia,LINGUA DOC
dopoteatro a cura della bottega del vino di Moncalvo
 

CHRISTMAS IN JAZZ - PAROLE E MUSICA

dove: Canelli, Teatro Balbo, Via dei Partigiani 15, tel. +39.0141.824.889, ASSOCIAZIONE MUSICALE TEMPO VIVO 0141.590064 / 339.5023876, www.tempovivo.it

quando: ven 12/12/08, ore 21.15, intero 14€

Claudio Chiara - sax contralto, Luigi Tessarollo – chitarra, Stefano Profeta - contrabbasso, Alberto Parone – batteria, Elisa Ariano e Paola Sperati - voci recitanti. "Have yourself a merry little Christmas" è il titolo di un brano eseguito durante il concerto ma, da parte di Claudio Chiara e Luigi Tessarollo, è anche un piccolo augurio musicale fresco e stimolante, a base di vecchi ma sempre fragranti 'tunes' natalizi, per riportarci - almeno per una sera, lontano dalle assordanti attualità - alle dolci vigilie della nostra gioventù di innamorati della musica d'oltreoceano. Fatti venire dalla provincia il bassista Stefano Profeta ed il batterista Alberto Parone, i due musicisti torinesi sono andati in sala di registrazione e ne hanno tratto una felice rivisitazione di brani che, oltre a confermare l'eccellente livello degli interpreti, lasciano una gradevole sensazione di cose riconquistate. Però non solo di concerto si tratta, ma di spettacolo. Tra un brano musicale e l'altro, tante belle letture di poesie e racconti natalizi che riportano all'infanzia, evocate con passione dalle voci di Elisa Ariano e Paola Sperati. Seguirà il dopo teatro

 

Giochi di flauti

dove: Asti, Palazzo Ottolenghi, Corso Alfieri 350, ASSOCIAZIONE MUSICALE TEMPO VIVO 0141.590064, www.tempovivo.it

quando: sab 13/12/08, ore 21.15, ingr. libero

la pianista Nadia Testa e il flautista Alessandro Crosta. In programma fantasie brillanti e trascrizioni della Lucia di Lammermoor di G. Donizetti, la Fantasia brillante sulla Carmen di Bizet e musiche di J. Offenbach. Esposizione della collezione di flauti storici e moderni del flautista Alessandro Crosta che si esibisce in un programma di musiche che vanno dal '700 alla musica contemporanea utilizzando il flauto in Do, il flauto in Sol, il flauto Basso, il flauto Contrabbasso e alcuni flauti dell'800.

 

I mesi del giallo (letteraturastoriainvestigazionicronacanera) Uno scrittore, un mistero da risolvere

dove: Costigliole d'Asti, Ristorante Collavini, www.comunica-asti.it

quando: sab 13/12/08 ore 20, 30 €, tutto compreso. Prenotazione obbligatoria: 0141 966440/329.9866535

Cena con soluzione gialla tra una portata e l’altra. I commensali devono indovinare la composizione di due ricette, servite a tavola e contenute in un libro il cui titolo e autore saranno svelati solo a fine serata. Per i primi due classificati cena gratis offerta dal Comune. Lettura di Francesca e Gianni Cepollini (Laboratorio III Millennio di Cengio - Savona), Conduce Riccardo Santagati, giornalista

 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 15/12/08  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 
 

L’AMARA SORTE DEL SERVO GIGI

dove: Asti, Diavolo Rosso, ex Chiesa di San Michele, dal cartellone del teatro Alfieri, www.comune.asti.it

quando: mer 17/12/08, ore 21

COMPAGNIA ALKESTIS - JACK AND JOE THEATRE di e con CLAUDIO MORGANTI regia CLAUDIO MORGANTI
Ovvero, dell’importanza di essere vecchi dentro: studio giovanile in forma di vecchiaia, illegalmente, forzatamente e poi deliberatamente, liberamente i-spirato, uguale sputato, dove si tenta il “ricalco” di un famoso testo teatrale del ‘900, di autore ancor più famoso, che narra storie di vecchi e diari meccanici, dove si constata come l’importante sarebbe essere vecchi dentro, ma ci si accontenta di esserlo fuori poiché l’occhio vuole la sua parte e dunque mangiar prosciutto non è come mangiar banane , ma se il prosciutto assomiglia alla lingua, allora mangiar prosciutto è come mangiarsi la lingua, ovvero una banana poiché quando scarpe e cappello sono separate da un cretino, altro non sono che un paio di scarpe con il cappello, ovvero, un cappello deambulante con le scarpe ai piedi e/o un paio di scarpe con un cappello in testa, ovvero il bianco: colore del lutto, ché si narra delle disagevoli, disarmoniche, disparate avventure amorose di un uomo fra i più cretini e dunque si potrà vedere come non sono gli uomini ad aderire alle ideologie, ma le ideologie agli uomini dove si potrà seguire con orrore e apprensione il dramma di un uomo con un lungo passato, un breve futuro, ma nessun presente. Claudio Morganti
L’attore, nel semplice prologo spiega che si può prendere un testo, sostituire tutte le parole con altre, mantenendo la struttura drammaturgica originaria e far ugualmente “accadere” il teatro. Nel frattempo, si bagna la faccia con l’acqua da una ciotola e poi se la imbianca di farina, passa un rossetto sotto gli occhi e sulla bocca, mette un cappello e - a prologo concluso - letteralmente si trasforma in un vecchio malandato Krapp che invece di mangiare banane addenta fette di prosciutto facendo bene attenzione a scartarne il grasso. In scena l’attore è Gigi ma è anche Morganti stesso, senza artifi ci, perché le due figure si sovrappongono, nella vita e nella scena, come metafora dell’attore che si mette al servizio dell’opera. E Morganti/Gigi si trucca in scena, ricordandoci ancora una volta che il teatro è arte povera, è la possibilità di togliere fino all’essenziale, ne siamo direttamente consci osservando l’uomo che diventa vecchio con pochi gesti rituali.
 

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e gio ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: gio 18/12/08, ore 21

BROKEN SILENCE S.R.L. , di DIEGO FABBRI con LELLO ARENA, ANGIOLA BAGGI , SEBASTIANO TRINGALI, TIZIANA BAGATELLA, LUCIANA NEGRINI, EMANUELA TROVATO Regia NANNI FABBRI
“Lascio alle mie donne” è il seguito ideale de “Il seduttore”. I personaggi sono gli stessi: la moglie, l’amante e la giovane, manca il seduttore, che è morto improvvisamente in un incidente d’auto. Renato Severini, personaggio di spicco di una grossa città di provincia, era un famoso avvocato e divideva lo studio legale con l’amico Enrico, notaio, uomo timido e schivo a cui lo stile di vita di Renato creava non poco imbarazzo. Spesso infatti, Renato lo metteva a parte della sua vita, facendo di Enrico un suo complice, ma lui quella complicità non la cercava, anzi non la voleva, visto che la sua vita di scapolo si svolgeva serena e senza scosse. Alla morte di Renato è Enrico che dà lettura del testamento a Virginia, la moglie, e ad Olga l’amante, della cui esistenza Virginia è ignara. Ma c’è un’altra sorpresa, anche per Olga: è Isabella , una ragazza molto giovane, a sua volta stupita del lascito, anche se solo simbolico, di Renato.Tutto il patrimonio va alle due donne, a patto che si frequentino per un anno, almeno per un’ora al giorno, tutti i giorni anche quando sono malate e cerchino di diventare amiche. Non ci sono possibilità di repliche, altrimenti tutto andrà nelle casse del prestigioso, ma da loro odiato, Circolo della Caccia. Il povero Enrico, nelle vesti di curatore testamentario, dovrà controllare e vigilare che ogni cosa si svolga correttamente per poter così, alla fine dell’anno, assegnare loro l’eredità. Le due donne, all’inizio recalcitranti, non vorrebbero, poi convinte da Enrico, accettano la sfida.Virginia e Olga cominciano a vedersi, e, spinte dalla curiosità e dal desiderio di scoprire aspetti inediti dell’amato Renato, anche a parlarsi. Ma insieme agli incontri iniziano anche i controlli da parte di Enrico che le sorveglia a distanza, coadiuvato da Gaetano, il giovane di studio, che giovane non è più da tempo. Enrico, senza rendersene conto, comincia ad immedesimarsi nella vita di Renato fino a volerlo sostituire nel cuore delle due donne. Anche Enrico infatti sarà cambiato dalla forza straordinaria dell’amore. Anche per lui, inaspettatamente, sarà vita nuova. Messaggio d’amore, dunque, come in tutto il teatro fabbriano, e ancora una volta in chiave brillante.

 

dove: Nizza Monferrato, Auditorium della Trinità, (AZK Associazione musicale Zoltan Kodaly)

quando: lun 22/12/08, ore 21.15, ingr. libero

In collaborazione Musikakademie der Stadt Kassel (Germania), Luca Cavallo e Elisa Accornero Pianoforte a 4 mani, Simona Scarrone flauto Michael Kravtchin pianoforte

 

 

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e gio ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: 01/01/09 ore 17.30

Per iniziare in allegria il nuovo anno, l’Orchestra Sinfonica Astigiana propone questa piacevole alternativa.
 

A 50 CI ARRIVIAMO

dove: Canelli, Teatro Balbo, Via dei Partigiani 15, tel. +39.0141.824.889, ASSOCIAZIONE MUSICALE TEMPO VIVO 0141.590064 / 339.5023876, www.tempovivo.it

quando: ven 09/01/09, ore 21.15, intero 14€

Il cabaret di Katia & Valeria, Con Katia Follesa e Valeria Graci, BANANAS

 

LA BOHÈME

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: sab 10/01/09, ore 21

Opera in quattro quadri Libretto di GIUSEPPE GIACOSA e LUIGI ILLICA da «Scènes de la vie de Bohème» di HENRI MURGER Musica di GIACOMO PUCCINI Bozzetti e figurini EUGENIO GUGLIELMINETTI
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO
LA TRAMA 1830 circa, a Parigi
QUADRO I
In soffitta. Fa freddo nella soffitta parigina dove vivono il pittore Marcello e il poeta Rodolfo, i due non hanno un quattrino per comprarsi la legna e da mangiare; arriva anche il filosofo Colline, sconsolato perché è la vigilia di Natale e non si accettano pegni. Pieno di provviste, legno, viveri, vino, arriva invece il musicista Schaunard che ha inaspettatamente guadagnato del denaro: vuole festeggiare al Café Momus nel Quartiere Latino e invita gli amici a uscire con lui. Bussano alla porta: è Benoît, il padrone di casa che pretende l’affitto; con un escamotage i quattro riescono a non pagare. Mentre gli altri lo precedono, Rodolfo rimane perché deve terminare di scrivere un articolo. Una giovane bussa alla porta: è Mimì, la vicina di casa, che gli chiede di riaccenderle il lume, ma si sente male e sviene. Rodolfo è colpito dalla sua bellezza e l’aiuta a riprendersi. Mimì sta per uscire ma uno spiffero le spegne nuovamente il lume, anche Rodolfo spegne il suo e mentre i due al chiarore della luna cercano la chiave dell’alloggio di Mimì, Rodolfo le prende la mano e le racconta di essere
un poeta; anche lei si racconta: è una ricamatrice. Rodolfo cerca di abbracciarla e la invita a raggiungere gli amici con lui, Mimì accetta.
QUADRO II
Al Quartiere Latino. I tre amici sono seduti al Café Momus e Rodolfo presenta loro il suo nuovo amore: Mimì.Arriva anche Musetta, l’ex fiamma di Marcello, accompagnata dal ricco Alcindoro. La ragazza, riccamente vestita, fa di tutto per farsi notare da Marcello poi, con uno stratagemma, allontana Alcindoro e si getta tra le braccia di Marcello. Passa la banda militare e i quattro amici scoprono di non avere i soldi per pagare il conto: Musetta ordina al cameriere di aggiungerlo a quello di Alcindoro.
QUADRO III
La Barriera d’Enfer. Marcello e Musetta vivono in un’osteria dove il pittore sta disegnando la facciata. Mimì è venuta a sfogarsi con Marcello perché Rodolfo è troppo geloso e dopo l’ennesimo litigio se ne è andato. Marcello le confida che Rodolfo ha passato la notte all’osteria. Mimì finge di allontanarsi, ma si nasconde per ascoltare il dialogo tra i due amici: Rodolfo confessa all’amico che Mimì è gravemente malata di tisi e lui, così povero, si sente in colpa perché non può aiutarla. Mimì tossisce e Rodolfo la scopre: i due decidono di rimanere insieme fino alla primavera. Si separano invece Marcello e Musetta, lui l’ha scoperta a fare la civetta con un avventore.
QUADRO IV
In soffitta. Marcello e Rodolfo non riescono a lavorare perché pensano a Musetta e Mimì.Tornano Colline e Schaunard e insieme trasformano il loro misero pasto in una divertente serata tra balli e cuscinate, ma arriva Musetta che annuncia che Mimì sta male e ha chiesto di vedere Rodolfo. La ragazza si distende sul letto, Rodolfo le dichiara ancora una volta il suo amore e Mimì ricorda i loro momenti felici. Mimì muore e a Rodolfo non resta che gridare disperato il suo nome.
 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 12/01/09  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 
 

dove: Nizza, Teatro Sociale, Via Trento 3, tel. +39.0141.701.496,  Associazione Arte&Tecnica tel. 0141.31.383, www.arte-e-tecnica.it, Gruppo Teatro Nove tel. 347.7891937

quando: gio 15/01/09, ore 21, intero 16€

di Luigi Pirandello, con Ugo Pagliai, Paola Gassman, regia di Paolo Valerio, TEATRO STABILE DI VERONA – TEATRO STABILE DEL VENETO – LA CONTRADA TEATRO STABILE DI TRIESTE
 

HEDDA GABLER

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: ven 16/01/09, ore 21

LE BELLE BANDIERE - BUCCI SGROSSO TEATRO DI DIONISO / FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO / VALTER MALOSTI di HENRIK IBSEN progetto, elaborazione drammaturgica e regìa ELENA BUCCI e MARCO SGROSSO con ELENA BUCCI, MAURIZIO CARDILLO, ROBERTO MARINELLI, SALVATORE RAGUSA, GIOVANNA RANDI, MARCO SGROSSO, ELISABETTA VERGANI
Siamo in un ambiente apparentemente tranquillo, una grande casa borghese allestita secondo i canoni del paradiso borghese: agi, comodità, fiori recisi, il pianoforte, una collezione di pistole, un grande ritratto del padre di Hedda.Anche il paesaggio umano sembra confortante: una coppia appena sposata con un promettente futuro, una zia premurosa, un amico di famiglia, un uomo che torna alla rispettabilità e al lavoro, dopo qualche sbandamento, ispirato dalla pura dedizione di una donna. Ma niente è quello che appare nella fortezza che ha fondato i suoi valori su un grande equivoco: l’elusione della morte attraverso la fede nella solidità dei beni materiali e nella protezione dall’erompere dei sentimenti attraverso maschere e convenzioni. I
soldi non bastano, l’amore non c’è, si scatenano invidie e rivalità, tornano a bruciare passioni che sembravano domate dalla ragionevolezza e dalla ‘buona educazione’. In questo “olimpo mortale” la posta in gioco è il potere di uno sull’altro guadagnato a suon di duelli. Sembra di assistere a una serie di combattimenti attuati secondo un codice di regole molto raffinato: i dialoghi, spesso a due, a volte a tre, sembrano svolgersi in una casa trasformata in elegante e menzognero ring. E i personaggi, apparentemente normali, simili a noi, acquistano nel duello una dimensione animale, che li avvicina per un attimo ai miti delle grandi tragedie. La messa in scena ambienta dunque un vero e proprio ring: quattro angoli di una stanza da guerra in cui stanno quattro poltrone, a terra un tappeto. Fuori dal quadrato, a sinistra, un pianoforte, che suggerisce quanto di vita si sta perdendo; a destra, la collezione di armi, fonte di divertimento e morte e gioco preferito di chi vuole il potere e mai se ne accontenta. Dentro il quadrato, civilmente, non si fa altro che parlare.Al centro, in alto, nel luogo dedicato e disertato da dio, il ritratto del Generale Gabler, la cui immagine cambia continuamente, suggerendo le possibilità perdute di esistenze che hanno rinunciato al coraggio. Il grande ritratto del Padre diventa così uno specchio dove vediamo l’origine dell’inferno nel quale ci troviamo a vivere, quanto di più lontano vorrebbe un genitore per i suoi figli. Siamo in un mondo adulto che agisce da adolescente e che tutto sacrifica alle ‘prove di forza’, senza avere la speranza di trasformarle in un atto generoso, nel dono di sé che potrebbe significare anche amore. L’inferno è tale che, quando arriva la coscienza, non c’è altra via d’uscita che la morte, proprio quella che si voleva eludere: il suicidio di Hedda denuncia l’insopportabilità di regole di vita basate sul profi tto e sullo sfruttamento reciproco ma accuratamente costruite, ideologicamente difese, criminalmente perseguite, abbellite, nobilitate. Ma in questa grande casa in cui non c’è posto né per la vita né per la morte, anche il suicidio è quasi impossibile: tutti intorno lo impediscono, immobilizzano Hedda, la imbavagliano, l’abbelliscono, per farne un immortale, ridicolo monumento alla mediocrità. Il ritratto del Padre diventerà il suo e, alla fine, quello del figlio che non avrà. Mettere in scena Hedda Gabler oggi è come celebrare un sacrificio umano: il ‘bambino’, l’opera distrutta, non a caso forse si riferiva al futuro, come nel futuro rimane la discendenza di Hedda. È tutto un mondo qui, con le sue regole, che rinuncia al futuro bugiardo per capire dove sia esattamente il presente.
 

ZHONGGUO GUDIAN WUDAO

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: sab 17/01/09, ore 21

ASTIDANZA BALLETTO NAZIONALE DI PECHINO Diretto da WANG Peiying e ZHANG Xin
SPETTACOLO OSPITE DEL TEATRO ALFIERI, STAGIONE DI BALLETTO BTT
La Cina è una delle più antiche civiltà del mondo, celebre per la sua ricchissima cultura e per lo splendore delle sue arti. La danza tradizionale cinese, che, oltre al corpo umano, utilizza tre strumenti fondamentali, il ventaglio, la spada e le lunghe maniche o i nastri, ha seguito un percorso di continuo sviluppo e trasformazione come parte delle arti in generale. È tuttavia impossibile per i contemporanei poter apprezzare di persona le autentiche melodie della musica tradizionale, come pure le rappresentazioni originali della danza tradizionale. Ciò in quanto la danza accompagnata da musica (yue wu), sviluppatasi durante le dinastie Qing, Han, Shui e Tang, può essere studiata solo attraverso la letteratura e le arti figurative dei tempi antichi. L’opera tradizionale cinese, che nasce e si sviluppa durante le dinastie Song,Yuan, Ming e Ching, ha raggiunto nei secoli vere e proprie vette di perfezione come forma di opera-balletto. Ma qui la danza esiste solo come mera appendice dell’opera. Nel corso di mezzo secolo, il Comitato Scientifico dell’Accademia di Pechino ha esplorato i territori sia della danza tradizionale con accompagnamento musicale e sia della danza nell’opera classica cinese, facendo opera di ricostruzione e aprendo nuove prospettive con un approccio moderno che ha reso la danza tradizionale completamente autonoma rispetto all’opera. Questo lavoro si è svolto, sostanzialmente, lungo tre direttrici fondamentali che costituiscono le tre componenti della danza cinese come la conosciamo oggi: - codificazione dei movimenti di base e elaborazione delle posizioni, quali risultano dalle fonti letterarie e figurative, secondo gli schemi del balletto classico, in particolare russo; - utilizzo dell’espressività plastica tipica della danza contemporanea e del ritmo nel movimento (body rythm); - applicazione ed elaborazione delle tecniche e delle figurazioni delle arti marziali cinesi. Si può, quindi, affermare che si tratti sia di danza tradizionale operata con spirito moderno, anche per soddisfare il gusto estetico dello spettatore odierno, sia di coreografie contemporanee espresse in linguaggio tradizionale, in accordo alla massima: “Far emergere il nuovo passando attraverso il passato”. Nel repertorio, che comprende anche balletti completi, si alternano danze liriche e danze acrobatiche, a tematica storico-nazionale. Vi si possono ritrovare sia danze di antica tradizione, ispirate a personaggi della storia e della letteratura cinesi, sia danze delle diverse etnie che popolano il grande Paese asiatico, sia danze militari, sia, infine, danze basate sulle arti marziali, dal Wu Shu (arte delle armi) al Ba Gua (arte marziale degli Otto Diagrammi) e sulla filosofia classica cinese (Yin e Yang).
 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 19/01/09  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 
 

IL ROMPIBALLE

dove: Moncalvo, Teatro Civico. Centro Civico Montanari, P.za Garibaldi 28; tel. +39.0141.917.352. Associazione Arte&Tecnica, www.arte-e-tecnica.it, tel. +39.0141.313.83  

quando: mer 21/01/09, ore 21

Di Francis Weber, Con Aldo Sassi, Alessandro Fornari e Guido Ferrarini, Andrea Zacheo, Marco Marconi, Tiziana Di Masi, Regia di Guido Ferrarini, TEATROAPERTO/TEATRO DEHON
dopoteatro a cura della bottega del vino di Moncalvo

 

BIRKIN TREE IN CONCERTO

dove: Canelli, Teatro Balbo, Via dei Partigiani 15, tel. +39.0141.824.889, ASSOCIAZIONE MUSICALE TEMPO VIVO 0141.590064 / 339.5023876, www.tempovivo.it

quando: ven 23/01/09, ore 21.15, intero 14€

Con Fabio Rinaudo – cornamusa irlandese; Daniele Caronna – violino e chitarra; Devis Longo – pianoforte e sax; Michel Baratti flauto traverso irlandese , Serata di musiche originali irlandesi, ASSOCIAZIONE CULTURALE CORELLI
 

Il mago di Oz

dove: Costigliole d'Asti, Teatro Municipale, Via Roma 5/9, tel. +39.0141.721.677, Direzione artistica: Teatro degli Acerbi, tel. +39.0141.408.010 / 339. 165.631.8 / 339.253.292.1, www.teatrodegliacerbi.it

quando: sab 24/01/09, ore 21

mostra fotografica dalle 20.30, sotterraneo Palazzo Serratrice: Ritratti dei figli del vento
2a serata (ore 22.35): Elisa Casile, concerto acustico
Aperitivo corto Cantina Municipale dei Vini:  cortometraggio Videotrip. Degustazione salata e dolce accompagnata da vini
 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 26/01/09  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 
 

VENERE E ADONE

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: mar 27/01/09, ore 21I
SHAKESPEARE uno spettacolo di VALTER MALOSTI in scena VALTER MALOSTI e in alternanza YURI FERRERO / DANIELE TRASTU coreografie MICHELA LUCENTI Suono GUP ALCARO scene PAOLO BARONI luci FRANCESCO DELL’ELBA costumi MARZIA PAPARINI assistente alla regia FRANCESCO VISCONTI, sarta ILARIA BELLOSTE, tecnico di palco e macchinista MATTEO LAINATI traduzione e ricerca musicale VALTER MALOSTI
Una dea innamorata e pazza di desiderio e un giovane uomo bellissimo, che le sfugge, finendo ucciso tra le zanne di un cinghiale, sono i protagonisti di Venere e Adone, poemetto erotico-pastorale che William Shakespeare dedicò, nel 1593, al suo protettore, il giovane conte di Southampton. «Intreccio di eccitazione erotica, dolore e freddo umorismo», come la definisce Stephen Greenblatt,Venere e Adone non solo fu la prima opera di Shakespeare ad essere stampata, ma fu anche quello che oggi si definirebbe un successo editoriale: apprezzatissimo fra gentiluomini e cortigiani, in breve divenne una sorta di vademecum dell’amatore, ugualmente popolare nella biblioteca, nel boudoir e nel bordello. Dopo un Macbeth traboccante di invenzioni registiche,Valter Malosti torna a Shakespeare portandone in scena un piccolo capolavoro, un concentrato di arguzia, comicità farsesca e sensualità, che diviene per il regista torinese «un vertiginoso punto di partenza per una ricerca sulle variazioni, le declinazioni e le auto-contraddizioni del tema ‘amore’». (redazionale TST)
 

SCHERZI

dove: Moncalvo, Teatro Civico. Centro Civico Montanari, P.za Garibaldi 28; tel. +39.0141.917.352. Associazione Arte&Tecnica, www.arte-e-tecnica.it, tel. +39.0141.313.83  

quando: ven 30/01/09, ore 21

di Anton Cechov, con Zuzzurro e Gaspare e con Eleonora D'Urso, musiche originali di Arturo Annecchino, Regia di Massimo Chiesa, FOX&GOULD – CHERESTANÌ
dopoteatro a cura della bottega del vino di Moncalvo

 

Canto per Vanzetti

dove: Agliano Terme, Chiesa sconsacrata S. Michele, Com. Collinare Valtiglione tel. 0141.853.938, Teatro degli Acerbi tel. 0414.408.010, www.teatrodegliacerbi.it

quando: ven 30/01/09, ore 21, ingresso libero con degustazione

rassegna LA RUOTA DEL MULINO 08/09, ricordi, tradizioni e leggende in Val Tiglione e Dintorni.
Il sogno di un emigrato italiano, casa degli alfieri – Teatro degli Acerbi – Asti Teatro 27
scritto e diretto da Luciano Nattino
 

 

MADRE CORAGGIO

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 02/02/09, ore 21

GLI IPOCRITI, di BERTOLT BRECHT rielaborazione del testo ANTONIO TARANTINO traduzione ROBERTO MENIN
La protagonista del dramma è Anna Fierling, vivandiera/commerciante detta Madre Coraggio per aver sfidato le cannonate, durante l’assedio per portare a termine il suo commercio di pagnotte ammuffite. Gli affari vengono prima di tutto e, pur essendo bravissima nel suo “lavoro”, ciò non toglie che esso si basi prevalentemente sulla miseria e sulla sventura degli altri. Padrona di un carro, che utilizza sempre nei vari spostamenti, è accompagnata nel suo “viaggio di lavoro” dai tre figli che, giusto per inciso, hanno tre cognomi diversi considerato che Madre Coraggio non ricorda nemmeno i nomi dei padri con certezza. Schweizerkas è il figlio buono e onesto che, per troppa onestà, si fa uccidere da un sergente disonesto; Eilif, che è forte e robusto, aiuta la madre a spingere il carro e a fare affari, ma il brigadiere e il reclutatore lo portano via, arruolandolo nell’esercito; fortuna che Madre Coraggio segue sempre gli eserciti e ha modo di rivederlo tra un’eroica azione e l’altra e tra un massacro di contadini e un sequestro di bestiame.Arriva una pace temporanea, Eilif sarà processato e ucciso come criminale per le azioni commesse in guerra. Kattrin, la figlia muta, che sente di essere un grave peso per la madre, vive nella speranza della pace che difficilmente potrà arrivare così come il marito che lei sogna. Fortuna che la madre non l’abbandona dopo la morte dei fratelli e dopo che un cuoco le propone di buttar via Kattrin e andare a vivere con lui. Sarà l’unica vera eroina di tutta questa tragedia! Morirà per salvare la città e fermare la guerra. Per Madre Coraggio nemmeno i figli contano, vorrebbe tenerli fuori dalla guerra, ma non può fare a meno di sacrificarli o comprometterli “nella guerra... in fondo, lo dice anche il brigadiere nella prima scena “è impossibile pensare di poter vivere della guerra, senza pagarle gli interessi”. Madre Coraggio, nonostante la perdita dei fi gli, non capisce che la guerra è un affare solo per potenti e pensa di poterne fare un affare personale al seguito degli eserciti in lotta. Durante le sue peregrinazioni per l’Europa,
Madre Coraggio incontra soldati e reclutatori senza scrupoli, una prostituta e un generale, un cuoco, un cappellano ecc... una umanità piena di miserie, dolori e cinismi a cui si è costretti ad assistere in guerra.

 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 02/02/09  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 

 

Pensieri e parole…una storia per Lucio Battisti

dove: Costigliole d'Asti, Teatro Municipale, Via Roma 5/9, tel. +39.0141.721.677, Direzione artistica: Teatro degli Acerbi, tel. +39.0141.408.010 / 339. 165.631.8 / 339.253.292.1, www.teatrodegliacerbi.it

quando: sab 08/02/09, ore 21

mostra fotografica dalle 20.30, sotterraneo Palazzo Serratrice: Abbracci
2a serata (ore 22.35): Oggi mi sento così, Paola Tomalino, concerto acustico
Aperitivo corto Cantina Municipale dei Vini:  cortometraggio In amore. Degustazione salata e dolce accompagnata da vini
 

sempre a Costigliole
sabato 28 febbraio 2009 Riccardo III
Women in wonderland
Burattinarte: L’uomo che viveva nell’armadio
Aperitivo corto: Il protocollo sabbia. Degustazione salata e dolce accompagnata da vini

sabato1 marzo 2009
ore 16 pomeridiana Burattinarte: Le guarrattelle di Pulcinella
ore 17 Mezza merenda cartoon:
Mr.Mille
Cauboi
Dey
Survivor

sabato14 marzo 2009 Via Paolo Fabbri 43
PIANOforte
TOP girls
Aperitivo corto: Vox Rerum Degustazione salata e dolce accompagnata da vini

sabato 4 aprile 2009 SynagoSyty. Storia di un italiano
Annunciazioni
L’amore è un taxi
Aperitivo corto: Kamikaze Degustazione salata e dolce accompagnata da vini
 

LE SERVE (LES BONNES)

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: sab 07/02/09, ore 21

COMPAGNIA VALERI GUARNIERI – SOCIETA’ PER ATTORI di JEAN GENET traduzione FRANCO QUADRI con FRANCA VALERI, ANNAMARIA GUARNIERI, PATRIZIA ZAPPA MULAS uno spettacolo di GIUSEPPE MARINI scene ALESSANDRO CHITI, costumi GIANLUCA FALASCHI, musiche MARCO PODDA, disegno Luci GIGI ASCIONE
Les bonnes trae spunto dal caso delle sorelle Papin, che negli anni ‘30 sconvolse l’opinione pubblica francese: due domestiche a servizio presso una ricca e facoltosa famiglia borghese uccisero atrocemente la loro padrona e sua figlia. Nel testo di Genet le sorelle Claire e Solange Lemercier amano e odiano la foro padrona (Madame) e sognano di uccider/a. Ogni sera, quando fa padrona e assente, in un perverso gioco delle parti in cui a turno una prende le sembianze di Madame, l’altra quelle della serva-sorella, inscenano la stessa cerimonia il cui epilogo è proprio l’assassinio della Signora, Poco dopo veniamo a sapere che una di loro, Claire, ha spedito delle lettere anonime alla polizia che hanno condotto in prigione Monsieur, l”amante di Madame. Una telefonata le informa però che Monsieur è stato rilasciato per mancanza di prove e rimesso in libertà provvisoria, In seguito a questa sconfitta e temendo di essere scoperte, Claire e Solange decidono di uccidere veramente Madame con una tisana avvelenata. Ma visto che anche quest’ultimo tentativo fallisce le due bonnes decidono di farla finita e di eliminarsi attraverso l’ultimo rituale suicidio/omicidio: una di loro berrà il tiglio avvelenato che si è fatto servire dalla sorella. Un teatro bardato a lutto per celebrare il proprio sontuoso funerale, l’ultima cerimoniosa auto-rappresentazione, l’ultima festa. Si è fatto installare degli specchi per vedersi morire preziosamente e contemplare il proprio definitivo massacro lirico tra gli intarsi nero-rosso- oro di un barocco post-moderno. Un teatro due volte teatrale, che pone se stesso e le sue possibilità al centro della propria indagine. Un teatro non più abitato da personaggi reali ma da figure allegoriche, apparenze fantasmatiche, images o reflets, che dispiega un’architettura verbale straordinaria e piena di bagliori non per raccontare storie ma de-costruire mitologie. Un teatro che chiama a raccolta i suoi antichi fasti e i più diversi modelli drammaturgici, dalla Messa all’Opera Lirica, per travestirsi e metamorfosarsi in un gioco spinto fino ai suoi limiti estremi, dove incontra l’assurdo e la commedia prima di inabissarsi nella propria negazione. Un teatro costantemente in lotta con se stesso quello di Jean Genet. Les Bonnes sono tornate per parlarci di teatro. Le ritroviamo invecchiate, ancora più illividite e consumate dalla devozione rovesciata in odio per la loro Signora, ma fiere della loro degradazione e decise a viverla fino in fondo, fino al punto in cui si converte in apoteosi. Ladre dei gesti e del linguaggio, dei vestiti della loro padrona, approntano ogni sera il loro teatrino di morte, carico di riferimenti religiosi rovesciati e pervertiti, in cui si recita l’assassinio di Madame. Nel loro deambulare insensato nella camera-mausoleoteatro della Signora, nel belletto sfatto, nell’odore muffoso dei loro corpi e delle loro sottane riconosciamo l’operosità della morte al lavoro. Ma anche sordide, patetiche baccanti abitate e possedute dal Dio-Madame, grottesche meninas a caccia di estasi, sordide erinni affamate di Bellezza, scassinatrici di beaux languages, accanite lettrici di cronaca nera e dei vangeli, dipingono paesaggi letterari dove il sacro e il blasfemo si coniugano e si pervertono in una mitopoiesi da fotoromanzo, nel sogno di un nuovo paradiso tra le palme e il sole di una Guyana da fumetto esotico. Il Bagno Penale diventa luogo dell’Essere: l’approdo mitico dove finalmente Crimine e Santità si congiungono nella luce redentrice della Grazia. Madame, non meno sognatrice delle sue bonnes e posseduta dalla sua delirante performance du vide, gioca a impersonare varie forme di una femminilità in esubero, passando in rassegna gli episodi interni a due poli opposti e contigui di Santa e Puttana, lei è l’icona da abbattere dopo esser stata canonizzata e innalzata in un tabernacolo perché colpevole di gioventù, per l’unico peccato di essere buona, bella, dolce. Una favola nera, in bilico tra l’angoscia di esistere e Ia corazza dell’ironia, costruita sulla forma mista di un realismo lirico e allucinato, dove reale e irreale si confondono in un un’atmosfera onirica, da incubo magico. Una favola sul teatro che osa vestirsi da passato per rivolgersi al presente e che non teme di voltarsi indietro per guardare più avanti. Una favola, infine, il cast straordinario che sintetizza e rivela le ragioni più profonde dello spettacolo. Les Bonnes sono, nella loro più intima essenza, attrici,“fino all’ultimo istante”, Occorrevano due mostri sacri del nostro teatro: Franca Valeri e Annamaria Guarnieri (affiancate, con evidente contrappunto generazionale, da Patrizia Zappa Mulas nel ruolo di Madame) a ricoprirne i ruoli, Riunirle e far dialogare tra loro diverse esperienze, diversi “teatri’” e dirigere questa dialettica verso Genet è forse il sottotesto principale di questa operazione.

 

ODISSEA PENELOPE

dove: Canelli, Teatro Balbo, Via dei Partigiani 15, tel. +39.0141.824.889, ASSOCIAZIONE MUSICALE TEMPO VIVO 0141.590064 / 339.5023876, www.tempovivo.it

quando: lun 09/02/09, ore 21.15, intero 14€

Recital concerto con Paola Gassman voce recitante e Sebastian Roggero pianoforte, Regia e drammaturgia di Giuseppe Argirò, LA MISE EN ESPACE
 

sempre a Canelli
Venerdì 20 febbraio 2009
QUEL DELIZIOSO ORRORE….FARINELLI EVIRATO CANTORE
Concerto in forma scenica con Angelo Manzotti – il giovane Farinelli, Piero Nuti –il vecchio Farinelli, Rita Peiretti – clavicembalo, Alessandro Peiretti – violoncello, Simone Telandro – tromba
Musiche di Haendel, Broschi, Mozart
ACCADEMIA DEI SOLINGHI

Venerdì 6 marzo 2009
OMAGGIO A FREDERICH CHOPIN E GIACOMO LEOPARDI
Con Arnoldo Foà - voce recitante e Giorgio Costa – pianoforte
Poesie di Giacomo Leopardi e musiche di Frederich Chopin

Venerdì 20 marzo 2009
BENTORNATO VARIETA’
Varietà comico-musicale di Augusto Grilli
Con ELENA MENEGATTI – MARCO GRILLI - DANIELA CATALANO - AUGUSTO GRILLI – SILVIA PEZZA - CLAUDIO BERTONI
Balletto ALFABALLET
Scene e costumi ALFATEATRO
Regia di Augusto Grilli
GST

Venerdì 27 marzo 2009
MANUALE DI TEATRO
da Achille Campanile
elaborazione drammaturgica di Filippo Crivelli
Con Mario Nosengo, Katia Brancadoro, Francesco Visconti, Aldo Delaude, Silvia Gusinu,
Serena Schillaci, Silvia Perosino e Alessio Bertoli
Regia di Massimo Bagliani
ASSOCIAZIONE ARTE & TECNICA

Venerdì 3 aprile 2009
IL MAGO DI OZ
Di Frank Baum
Regia di Luciano Nattino
Con Gabriele Baldi, Massimo Barbero, Lucio Bosco, Patrizia Camatel, Fabio Fassio, Chiara Magliano, Stefano Stival, Paola Tomalino e Francesca Tripodi.
TEATRO DEGLI ACERBI

 

dove: Nizza, Teatro Sociale, Via Trento 3, tel. +39.0141.701.496,  Associazione Arte&Tecnica tel. 0141.31.383, www.arte-e-tecnica.it, Gruppo Teatro Nove tel. 347.7891937

quando: mer 11/02/09, ore 21, intero 16€

Di Dario Fo, Con Mario Pirovano, Regia di Dario Fo e Franca Rame, QUI E ORA
 

sempre a Nizza:
Mercoledì 11 marzo 2009
VUOTI A RENDERE
Di Maurizio Costanzo
Con Sergio Danzi e Ileana Spalla
Regia di Sergio Danzi e Ilena Spalla
L’ARCOSCENICO

Mercoledì 8 aprile 2009
I PONTI DI MADISON COUNTY
tratto dall’omonimo romanzo di Robert James Waller
adattamento Lorenzo Salveti
con Paola Quattrini, Ray Lovelock
e con Ruben Rigillo
regia Lorenzo Salveti
MOLISE SPETTACOLI IN COLLABORAZIONE CON 42° FESTIVAL DI BORGIO VEREZZI

Giovedì 23 aprile 2009
CASINA
di Tito Maccio Plauto
con Marina Thovez e Mario Zucca
adattamento e regia di Marina Thovez
LUDUS IN FABULA

 

LA FORTUNA CON L'EFFE MAIUSCOLA

dove: Moncalvo, Teatro Civico. Centro Civico Montanari, P.za Garibaldi 28; tel. +39.0141.917.352. Associazione Arte&Tecnica, tel. +39.0141.313.83  

quando: sab 14/02/09, ore 21

Di Armando Curcio e Eduardo De Filippo, Con Alfonso Rinaldi, Claudia Di Giulio, Francesco Di Monda, Cosimo Di Nunno, Silvia Ruggiero, Angelo Alù, Aniello Santoro, Salvatore Puzo, Claudio D'Acierno, Giulia Diglio, Francesca Zago, Luigi Mandrone, Sebastiano Chessa, Antonio Servillo, Cristina Guadagni, Michele Palombo, Angela Pugliese, Carmen Vitale, Fiorella Manfioletti, Simona Natale, Carmine Acanfora, Regia di Alfonso Rinaldi, COMPAGNIA TEATRALE MASANIELLO 
dopoteatro a cura della bottega del vino di Moncalvo

 

sempre a Moncalvo:
Mercoledì 25 febbraio 2009
GLORIOSA
di Peter Quilter
con Katia Ricciarelli, Fioretta Mari ,Gianni Garko
e Filippo Sandon, Barbara Begala, Rita Montes
regia di Enrico Maria Lamanna
PANART-SCENASTUDIO-SALA UMBERTO IN COLLABORAZIONE CON 42° FESTIVAL DI VEREZZI

Giovedì 5 marzo 2009
IL MEDICO PER FORZA
di Molière
con Carlo Croccolo
e con Marco Paoli e Cristina Caldani
regia di Maurizio Annesi
BROKEN SILENCE

Venerdì 20 marzo 2009
Sabato 21 marzo 2009 (fuori abbonamento)
MANUALE DI TEATRO
da Achille Campanile
elaborazione drammaturgica di Filippo Crivelli
Con Mario Nosengo, Katia Brancadoro, Francesco Visconti, Aldo Delaude, Silvia Gusinu, Fabio Pasciuta, Serena Schillaci, Silvia Perosino e Alessio Bertoli
Regia di Massimo Bagliani
ASSOCIAZIONE ARTE & TECNICA

Venerdì 17 aprile 2009
Sabato 18 aprile 2009 (fuori abbonamento)
IN STATO DI AVANZATA CONSERVAZIONE
( LO SCIOPERO DEI BECCHINI)
di Pellegrino Delfino
con Ferrero Stefano, Li Santi Mario, Menini Federica, Nicastro Evelin, Nosenzo Silvana.
Direzione tecnica: Alessandro Gallo e Nino Perna.
Regia di Pellegrino Delfino.
AGAR

 

Teatro da sentire

dove: Asti, Teatro Alfieri Sala Pastrone, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 16/02/09  pomeriggio

ciclo di letture e approfondimenti a cura di IRENE IVALDI e FRANCESCO VISCONTI
spezzoni cinematografici godibili anche dagli ipovedenti, testimonianze non solo visive ma anche sonore e soprattutto emozionali di stagioni felici della settima arte. 

MARZO LUNEDI 2-9-16-23-30 APRILE LUNEDI 6 MAGGIO LUNEDI 4-11

 

LA PAROLA AI GIURATI (DODICI UOMINI ARRABBIATI) 

dove: Asti, Teatro Alfieri, Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria (mar e giov ore 10-13 / 15-17 e nel giorno dello spettacolo ore 10-13 / 15-17 - 19/21) tel. +39. 011.399.057/32, www.comune.asti.it

quando: lun 16/02/09, ore 21

GLI IPOCRITI, di BERTOLT BRECHT rielaborazione del testo ANTONIO TARANTINO traduzione

TEATRO STABILE D’ABRUZZO & SOCIETÀ PER ATTORI, di REGINALD ROSE Regia ALESSANDRO GASSMAN con ALESSANDRO GASSMAN, MANRICO GAMMAROTA, SERGIO MEOGROSSI, FABIO BUSSOTTI, PAOLO FOSSO, NANNI CANDELARI, EMANUELE SALCE, MASSIMO LELLO, EMANUELE MARIA BASSO GIACOMO ROSSELLI, MATTEO TARANTO, GIULIO FEDERICO JANNI
New York,1950. È il 15 agosto e una giuria popolare composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini sono chiusi in camera di consiglio per decidere del destino di un ragazzo ispano-americano accusato di parricidio. Devono raggiungere l’unanimità per mandarlo a morte e tutti sembrano convinti della sua colpevolezza. Tutti ad eccezione di uno che con meticolosità e intelligenza costringe gli altri giurati a ricostruire nel dettaglio i passaggi salienti del processo e, grazie a una serie di brillanti deduzioni, ne incrina le certezze, insinuando in loro il principio secondo il quale una condanna deve implicare la certezza del crimine al di là di ogni ragionevole dubbio. Fra violenti contrasti, dubbi, ripensamenti ed estenuanti discussioni, l’unanimità sarà raggiunta e alla fine l’imputato verrà dichiarato non colpevole. Da questo dramma fu tratto un celeberrimo fi lm diretto con grande maestria da Sidney Lumet ed interpretato in modo indimenticabile da Henry Fonda.

 

Quadri d’opera / Francesco e il lupo

dove: Mombercelli, Chiesa di San Biagio, Com. Collinare Valtiglione tel. 0141.853.938, Teatro degli Acerbi tel. 0414.408.010, www.teatrodegliacerbi.it

quando: ven 27/02/09, ore 21, ingresso libero con degustazione

rassegna LA RUOTA DEL MULINO 08/09, ricordi, tradizioni e leggende in Val Tiglione e Dintorni.
Omaggio a Donizetti, Puccini e Verdi, Associazione musicale Tempo Vivo

Francesco e il lupo, di Patrizia Camatel e Fabio Fassio, Teatro degli Acerbi

Venerdì 20 marzo 2009, ore 21
Vaglio Serra
Sala Polifunzionale
Fortunata
una veglia per la terra
Santibriganti Teatro
di Orlando Manfredi
regia di Maurizio Bàbuin e Mario Piombo

Venerdì 24 aprile 2009, ore 21
Montaldo Scarampi
Museo delle Contadinerie
La casa in collina
Teatro degli Acerbi – Grinzane Festival
dall’omonimo romanzo di Cesare Pavese
nel centesimo anniversario della nascita dell’autore
drammaturgia e regia di Luciano Nattino
Scelta di libertà
da testimonianze partigiane
adattamento testi di Luciano Nattino
Teatro degli Acerbi

Venerdì 8 maggio 2009, ore 21
Vinchio
Salone della Confraternita della SS. Trinità
Dei liquori fatti in casa
A.C.T.I. Teatri Indipendenti
di Remo Rostagno
elaborazione drammaturgica di Beppe Rosso e Gabriele Vacis
regia di Gabriele Vacis
con Beppe Rosso
Omaggio a Carlo Artuffo
recital - con Paolo Tomalino e Fabio Fassio
 

sempre al teatro Alfieri di Asti:

Giuseppe Marini
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO | ORE 21 | TEATRO ALFIERI
BALLETTO CIVILE – MICHELA LUCENTI
FONDAZIONE BIENNALE DI VENEZIA/FESTIVAL DANZA
CREATURA
ideazione e coreografia MICHELA LUCENTI
drammaturgia e regia ALESSANDRO BERTI e MICHELA LUCENTI
musica originale eseguita dal vivo ALESSANDRO BERTI, STEFANO
PILIA, MICHELA LUCENTI, MASSIMO CAROZZI
in scena BALLETTO CIVILE
immagini video UOVOQUADRATO scena MIRKO BARICCHI
disegno luci STEFANO MAZZANTI costumi FEDERICA GENOVESE
Creatura, spettacolo commissionato dalla Biennale di Venezia - visualizza un “pellegrinaggio
verso noi stessi, al centro delle nostre origini” che Michela Lucenti
immagina come “un padre e una figlia e i loro corpi uno di fronte all’altro sulla
terra secca; e poi un popolo sconosciuto di antenati o prosecutori, un’umanità
allo stato puro che si esprime attraverso un mezzo condiviso da tutti, il corpo”.
Scrive Alessandro Berti, regista, con Michela Lucenti, di Creatura: “Solo nel fare
qualcosa assieme gli esseri si parlano davvero, nel regno del mutamento continuo
guardato con allegria. Creatura è un progetto che con convinzione chiama tutto
questo bellezza e, viceversa, bellezza riporta a tutto questo, in un cerchio fluido che
ha il carattere di istantanea abbagliante su un istante dell’infinito processo vitale”.
Una forte tensione etica anima il lavoro di Michela Lucenti, ex esponente del
gruppo l’Impasto e dal 2003 capofila di una formazione di danzatori-attori
significativamente denominato Balletto Civile.“Il senso artistico del mio fare
si accompagna a un profondo senso etico - dichiara Michela Lucenti - Non
dimentico la necessità di danzare ogni giorno, ma questo non deve prescindere
dal creare situazioni che provino a farci crescere ogni giorno come uomini e
donne.Altrimenti di cosa può parlare la nostra danza?”.
Da questo alto intendimento del proprio operare artistico nascono spettacoli singolarissimi,
dove danza e teatro si integrano con il canto - canti popolari, cori sacri,
canzoni della tradizione italiana - inventando un nuovo stile di “movimento narrativo”
che ha fatto di questa compagnia una delle più originali oggi presenti in Italia.
Anche l’elemento materico primordiale - quei quintali di sabbia, litri di acqua,
distese di mais, il fuoco, cascate di petali di fiori che costituiscono l’ambientazione
degli spettacoli di Balletto Civile - fornisce un tratto concreto e popolare
alla danza della compagnia, sottolinea l’aspetto primigenio di questa disciplina
come mezzo di espressione e comunicazione, mettendo in luce uno scavo che
è scavo dentro le nostre radici.
what is the sign of your father in you? Say:A movement it is and repose.
la nostra spina dorsale ondulando reclama l’esistenza, la mia spina dorsale viene
da quella di mio padre, eccoci compiere in una parabola a cpitoli un pellegrinaggio
antico primario, delicatoe bellissimo verso noi stessi al centro delle nostre origini
qualsiasi esse siano, in questa visione un’azione nella terra un rituale di terra secca
ossuta prosciugata un padre e una figlia il luogo della loro relazione il loro mondo
protetto e i loro corpi uno di fronte all’altro in una danza lingua viva e misterica
lo scioglimento di un nodo e poi un popolo sconosciuto di antenati o prosecutori
un’umanita allo stato puro che si esprime attraverso un mezzo condiviso da tutti : il corpo.


LUNEDÌ 23 FEBBRAIO
ASTIDANZA
BALLET DE CUBA
HAVANA RAKATAN
Coreografie NILDA GUERRA
Musiche RAUL SALVADOR HERRERA GRAÑA
Direzione artistica DELIA MARIA BARROSO RODRIGUEZ
Costumi LAZARO GUILLERMO RODRIGUEZ
Luci JUAN CARLOS DE LA TORRE RODRIGUEZ
Il Ballet de Cuba, vincitore del “Festival Mundial de la Salsa 2003”,
presenta un nuovo straordinario spettacolo con musiche dal vivo
dell’ Orchestra di Raul Salvador Herrera Graña, leggendario gruppo
della Havana fondato nel 1968 da talenti appassionati di musica
tradizionale cubana.
Composta da ballerini e musicisti di insolito talento e straordinaria
versatilità, provenienti dalla “Escuela Nacional de Arte de
la Habana”, “Conjunto Folklorico Nacional” e dalla “Escuela de
Danza Nacional de La Habana”, il Ballet de Cuba trascina il pubblico
nel cuore della cultura cubana attraverso una magistrale
fusione tra differenti tipi di danze.
Cresciuto nel solco della cultura popolare cubana, il Ballet de
Cuba si è sempre ispirato alla storia dell’isola, alle contaminazioni
di popoli e culture avvenute a Cuba già dal 1600, rileggendo in
chiave moderna i miti ancestrali del mondo caraibico con idee
originali e innovative.
La straordinaria interpretazione del corpo di ballo racconta la
nascita della musica cubana attraverso la fusione dei concitati
ritmi di origine africana con le melodie della musica popolare
spagnola. Le danze eseguite appartengono al folklore haitiano e
alla tradizione Yoruba africana, centrata sui riti della purificazione,
possessione e del corteggiamento. Rituali in cui le coreografie
rievocano talvolta la rappresentazione delle gesta dei vari dei.
Durante lo spettacolo si ripercorrono musiche e danze popolarissime
conosciute in tutto il mondo; in scena la gioiosa compostezza
della Guaracha e del Son, la malinconia struggente del
Bolero, la verve sfacciata del Mambo, la frizzante allegria del Cha
Cha Cha, sino al folclore cubano più autentico originario dell’entroterra,
espresso nella Caringa, Papalote, il Zapateo.
In perfetto equilibrio tra tradizione e tendenza, il Ballet de Cuba,
completa questo emozionante viaggio proponendo il nuovo baile
cubano. Ritmi latin jazz si alternano con la travolgente salsa cubana,
la più tipica espressione della cultura cubana del passato e
del presente.


MARTEDÌ 03 MARZO
ASTIDANZA
BALLETTO DI MILANO
RED PASSION
con la partecipazione straordinaria di
LUCIANA SAVIGNANO
e con il BALLETTO DI MILANO di CARLO PESTA
Musica di MASSIVE ATTACK e LOREENA MCKENNITT
NEL CORSO DELLA SERATA SARà CONSEGNATO
IL PREMIO CASSA DI RISPARMIO DI ASTI A LUCIANA SAVIGNANO
Red Passion è un balletto di cui non avere paura, anche se travalica
i confini della danza contemporanea e sfocia nel futurismo
visionario. I corpi delle danzatrici forgiano dei simboli: il quadrato,
metafora della materia (il numero quattro è somma di due braccia
e due gambe) si alterna al triangolo, simbolo dello spirito (il tre è il
numero dei princìpi divini di luce, calore e vita). I movimenti rappresentano l’evoluzione, dallo strisciare come il serpente che tentò Eva
nell’Eden si passa alla costruzione della femminilità consapevole plasmata
su un tornio immaginario; la “scultura” prende vita autonoma,
emancipandosi da chi l’ha realizzata. Le musiche dei Massive Attack
sottolineano bene il ponte tra fatica ed energia smisurata, permettendo
alle ballerine in scena di dare sfoggio di impeccabile tecnica.
L’assolo in un cerchio di lunare luce bianca incide per la purezza
delle linee e la plasticità di ciascun gesto. Rosso e nero tornano in
scena per spiegare la dualità tra creazione e distruzione, tra ordine
e caos, tra intelligenza e cecità mentale, tra luminosità e buio.
La donna è fuoco, è un vulcano in eruzione, ma è anche sovrana di
una dimensione armonica di forme e dimensioni consapevolmente
dominate. Si inserisce a questo punto un cammeo di stile classico in
cui si esprime nella solista l’eterno femminino. Il passo a due successivo
stilla un erotismo ancestrale, è il cercarsi per ricomporre l’unità
perfetta. Meraviglioso il successivo “gioco di specchi”, introduzione
a un momento di estrema dolcezza meditativa. La crescita spirituale
richiede fatica, l’ascesa è vittoriosa se non si teme l’acrobatico tragitto
da percorrere lungo una struttura che non ha appigli sufficienti
per tutti; solo il lavoro, la volontà e l’innocenza d’animo regalano la
leggerezza necessaria a conquistare la cima più alta, l’obiettivo apparentemente
troppo lontano. Persino i saluti finali negano la stasi,
concedendo agli artisti istanti di eccellente virtuosismo.

VENERDÌ 13 MARZO | ORE 21 | TEATRO ALFIERI
COMPAGNIA TEATRALE DI ENZO MOSCATO
TOLEDO SUITE
di e con ENZO MOSCATO
musiche originali e direzione musicale PASQUALE SCIALÒ
‘Toledo-Suite’,
ovvero:‘Recital’, o, amenamente,‘Serata-Voce’.
Viaggio, obliquo e fantasioso, nel flusso canoro-migratorio
di/tra i generi vocali più diversi.
Ovvero ancora, ed è forse la cosa più calzante,
‘Enzo Moscato, una sera, e i suoi suoni carezze/pugnali’.
Quell’indefinibile assenza/presenza, sulla scena, affidata alla sua gola.
Quel duttile, affascinante gioco, che fa a meno di arredo,
di orpelli, di costumi, di finzioni.
Che fa a meno di tutto, tranne che della Voce.
Forte e fragile pigmento.
Forte e fragile epidermide, del suo essere ‘così’:
antico e modernissimo, aspro, dolce, smarrito, evocativo,
adulto, bambino, terribile e infrangibile Assoluto,
che tutto consegna alla forma-canzone, dai trovatori ai coevi chansonniers,
per intensamente mandarci dei segnali.
Per più, fisicamente e mentalmente, lasciarci una ferita.
Che è il ‘proprio’ del Teatro, in fondo.
Vale a dire Noi.
Ora. Ieri. Domani.
Sempre.Ancora. Mai più. Enzo Moscato

SABATO 21 MARZO
COMPAGNIA ALFA FOLIES
IL PIPISTRELLO
Libretto di CARL HAFFNER E RICHARD GENÉE
da Le Reveillon di HENRI MEILHAC e LUDOVIC HALÉVY
Musiche di JOHANN STRAUSS JR.
Regia di Augusto Grilli
TRAMA
Il notaio Falke, a seguito di uno scherzo fattogli da Gabriel von
Eisenstein, viene da tutti soprannominato “dottor pipistrello” e
decide di restituire lo scherzo. Organizza una festa libertina al
palazzo Orlofsky invitando Gabriel e tutti gli amici e familiari
compresa la cameriera Adele. Gabriel però è stato condannato
ad 8 giorni di carcere e presto verranno a prenderlo a casa, così
decide di uscire, annunciando alla moglie Rosalinde che andrà
in prigione. In realtà andrà alla festa rinviando l’incarcerazione di
qualche ora; si presenterà come Marquis de Renard e fine della
festa si recherà lui stesso al carcere. Rosalinde, resta in casa da
sola, ma giunge Alfred, suo eterno spasimante. I due stanno per
cedore alla passione. Quando arriva Frank, il direttore del carcere,
che cerca Gabriel per condurlo in prigione. Rosalinde, per salvare
il suo onore, fa passare Alfred per suo marito: sarà lui ad essere
arrestato.Alla festa giunge Frank e anche una misteriosa contessa
ungherese mascherata che viene corteggiata da Gabriel, il quale
le dona il suo orologio d’oro. A mezzanotte Frank accompagna
Gabriel in carcere. Quando quest’ultimo viene a sapere della visita
notturna di Alfred, chiede spiegazioni a Rosalinde, la quale gli fa
vedere il suo orologio d’oro. Era lei la misteriosa dama ungherese
che Gabriel corteggiava. Rosalinde lo perdonerà. Ma il vero colpevole
chi è ? Lo champagne naturalmente!
NOTE
Strauss impiegò quarantatre giorni per comporre la partitura del
Pipistrello , capolavoro non solo suo, ma di un genere considerato
minore come l’operetta. Una decina d’anni prima Offenbach gli
aveva detto che sarebbe stato un buon compositore di operette:
ci aveva provato, ma la fortuna di incontrare un libretto teatralmente
plausibile sarebbe venuta solo col Pipistrello . Mettere un
valzer sotto le parole era il suo mestiere.
Tra le difficoltà di rappresentare l’opera c’è quella di lasciare il
tutto alla sua leggerezza. Così ruoli e situazioni sono lasciati all’inventiva
del momento, e la festa a casa Orlofsky può diventare
occasione di contemporaneo chiacchiericcio, satirico e no,
sulla politica e la cronaca, o occasione per esibizioni felicemente
anacronistiche. Oltretutto, i ruoli vocali sono felicemente ibridi:
Eisenstein è in partitura tenore e nella prassi spesso baritono,
con tessitura dunque che richiede sapienza vocale al limite del
rischio. Orlofsky è parte en travesti per mezzosoprano o contralto.
Si può dire, tutto considerato, che la capacità di preservare la
leggerezza dell’opera consiste nel saperlo preservare quale luogo
di gioco e di grande libertà. Grande rilievo vi hanno inoltre certi
passaggi tratti dalla musica popolare non solo viennese (su tutte,
si veda la csárdás cantata da Rosalinde, o la polka nel finale
del secondo atto), cui si accompagnano, per puro gioioso divertimento,
vocalità funamboliche, virtuosismi nelle entrate vocali,
accompagnamenti scanzonati, melodie straripanti e irresistibili. E
poi ritmo, ritmo come dice la musica e come ribadisce la trama:
tutti si ritrovano ovunque, in un girotondo festoso e in una saga
delle coincidenze. Insomma, Die Fledermaus è un luogo di felicità,
la realizzazione scenica della gioiosa malinconia del valzer; ma
non solo. Se infatti gran parte dell’insieme si deve al valzer, tutta
la partitura è spumeggiante, divertita, ironica: fatta per durare. Il
titolo entrerà trionfalmente nel repertorio dell’Opera di Vienna,
per consegnare la propria perenne giovinezza al repertorio
classico. In Italia è un titolo solo sporadicamente rappresentato
(anche per la sua complessità). La nostra compagnia, forte di un
percorso che annovera già tre titoli del compositore viennese si
cimenta per questa stagione nel suo grande capolavoro.

GIOVEDÌ 02 APRILE
GIRGENTI SPETTACOLI MARANGONI SPETTACOLO
RECITAL di GIANFRANCO JANNUZZO
di GIANFRANCO JANNUZZO e RENZINO BARBERA
Ho sempre cercato di raccontare gli italiani attraverso l’uso dei nostri
dialetti, convinto, come sono, che essi abbiano, per la loro naturale
immediatezza, spontaneità, ricchezza di sfumature, una forza di
comunicazione straordinaria e che rivelino, quasi sempre, il carattere,
l’intima indole di chi li adopera:Veneti, Calabresi, Liguri o Campani che
siano. Siamo tutti orgogliosi di essere Lombardi o Lucani , c’è sempre
in tutti noi tanto sano campanile, ma alla fine siamo semplicemente
orgogliosi di essere Italiani.
Recital è uno spettacolo nel quale accanto a quelli che considero i
miei “cavalli di battaglia” presento alcuni brani inediti. Racconto la mia
Sicilia, così come l’ho vissuta e conosciuta; la Sicilia che ho imparato ad
amare grazie all’amore che ne avevano e ne hanno i miei genitori.
Una Sicilia allegra e amara, spensierata e triste, meravigliosa e spietata,
solare e introversa, indolente e attiva.
Isola, forse, ma sicuramente Ponte per mille culture.
Ne racconto le contraddizioni.
La Sicilia ricca, fertile e ubertosa di Federico II “Stupor Mundi “e la Sicilia
umiliata, ferita e vilipesa delle stragi e dei caduti “Orror Mundi”.
E raccontando la Sicilia racconto gli italiani che con il nostro straordinario
senso dell’ umorismo sappiamo ridere di tutto e di tutti e soprattutto,
cosa ancora più importante, di noi stessi.
Gianfranco Jannuzzo

MERCOLEDI 8 APRILE | LUOGO DA DEFINIRE
TEATRO DI DIONISO / DONINELLI - DESIDERA BERGAMO TEATRO
FESTIVAL - RESIDENZA MULTIDISCIPLINARE DI ASTI
LA PASSIONE SECONDO I NEMICI
SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO
di LUCA DONINELLI
con VALTER MALOSTI, GIOVANNI MORETTI, FRANCESCO VISCONTI
regia VALTER MALOSTI
musiche originali CARLO BOCCADORO
suono GUP ALCARO
Lo spettacolo si compone di tre monologhi: Erode, Pilato e Caifa, rispettivamente
rappresentanti del potere civile (locale e imperialista) e religioso, tutti e
tre responsabili della morte di Cristo, sono certi di aver fatto la cosa giusta per
se stessi o per il bene comune. Nonostante ciò, quello che più emerge dal testo
è la loro fragilità, è il loro essere uomini, l’essere entrati in crisi nel momento
stesso in cui si sono trovati faccia a faccia con Cristo.
 

GIOVEDÌ 09 APRILE

UTO UGHI e ORCHESTRA
CAMERATA DUCALE

UTO UGHI, violino
ORCHESTRA CAMERATA DUCALE
GUIDO RIMONDA primo violino e direttore
FRANZ JOSEPH HAYDN (1732-1809)
Sinfonia n. 61 in re maggiore Hob I: 61
GAETANO PUGNANI (1731-1798) / FRITZ KREISLER (1875-1962)
Preludium und Allegro per violino e orchestra
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Romanza n. 2 in fa maggiore per violino e orchestra op. 50
CAMILLE SAINT-SAËNS (1835-1921)
Introduction et Rondo capriccioso per violino e orchestra op. 28
PABLO DE SARASATE (1844-1908)
Carmen Concert Fantasy per violino e orchestra op. 25
UTO UGHI Nato a Busto Arsizio (Varese), Uto Ughi ha mostrato
uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all’età di sette anni si
è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla
Partita n°2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha compiuto gli studi
sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin.
Ha iniziato le sue grandi tournèe europee esibendosi nelle più importanti
capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste.
Ha suonato in tutto il mondo, nei principali Festival con le più rinomate
orchestre sinfoniche sotto la direzione dei più prestigiosi maestri.
Intensa è anche la sua attività discografica con la BMG Ricordi.
Il 4 settembre 1997, il Presidente della Repubblica gli ha conferito
l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. Nel 2002 gli è stata assegnata
la Laurea Honoris Causa in Scienze delle Comunicazioni.
Uto Ughi suona un violino Guarneri del Gesù del 1744 e uno
Stradivari del 1701 denominato “Kreutzer” perché appartenuto
all’omonimo violinista.

MARTEDÌ 21 APRILE
CASA DEGLI ALFIERI
È QUESTA L’ORA ANTICA TORINESE
COLLOQUI CON GUIDO GOZZANO
di e con GIORGIO CONTE
al violino CLAUDIO ROSSI
luci e scenografia: FRANCESCO FASSONE
video realizzato da FEDERICA PARONE
voce via etere di UMBERTO BROCCOLI
regia LUCIANO NATTINO
PRIMA NAZIONALE
Quante volte Giorgio Conte, nella sua “vita al gusto di tutto” ha
incrociato quel “sentimentale giovine romantico” di Gozzano.
Quante volte nelle stagioni di mezzo, tra l’incerto incedere del
tempo, a passeggio da solo o con i cani, gli son tornate alla mente
quelle rime ingenue e pensose, studiate al liceo: “Viaggio con le
rondini stamane...”/ “Dove andrà?” – “Dove andrò? Non so...Viaggio.
/ Viaggio per fuggire altro viaggio.../ oltre Marocco, ad isolette strane...”,
rime e pensieri di “quell’essere vivente detto guidogozzano”.
E così, dopo tanti anni di nascoste frequentazioni, Giorgio Conte si
è deciso di comunicare al mondo questa fratellanza, questa sodale
amicizia con il “poeta delle farfalle”.
Ed è nato questo spettacolo/colloquio tra i due, fatto di parole e
note, in cui Giorgio dà musica a diverse poesie di Gozzano intrecciandole
con alcune sue canzoni che bene dialogano con le prime.
Come tra antichi compagni di giochi o di scuola emergono così
continui accostamenti tra il mondo del poeta torinese e il mondo
del cantautore astigiano: mondi fatti di lievi emozioni e di sguardi
disincantati, legati a ricordi, a oggetti, a fatti, a uomini e donne
(soprattutto donne), tutti rievocati e colti nella loro dimensione
di immagini svanenti, “fatte sorelle dal non esser più” o del “non
essere ancora”. Proprio come nelle passeggiate tra i boschi del
Monferrato o del Canavese quando l’autunno non è più ma non è
ancora l’inverno gelido o quando l’inverno già trascolora ma non
è ancora primavera. Tra le intonazioni giocose e quelle un po’ più serie vien fuori, a scavalco
tra i due colloquianti e appartenente a ciascuno di loro, l’idea
di una vita continuamente sognante e sognata, tra desideri vietati e
passioni sopite, tra derisioni e stupori, tra ciò che si “finge d’essere”
e ciò che realmente si è. Un’ora e un quarto di lievità, di immagini appena afferrate e poi
lasciate, di frasi e refrain che torneranno di nuovo, alla mente e nel
cuore, una volta usciti da teatro.


MARTEDÌ 05 MAGGIO
NOCTIVAGUS
IL CASO DI
ALESSANDRA E MARIA
CURIOSA REPLICA DI UNA STORIA
CHE HA GIÀ AVUTO LUOGO
di GIORGIO GABER e SANDRO LUPORINI
con LUCA BARBARESCHI e CHIARA NOSCHESE
Regia LUCA BARBARESCHI
Il caso di Alessandro e Maria è un dialogo intimo, lieve e drammatico,
sfi orato da una comicità leggera e surreale, tra un uomo e una
donna che sono stati amanti in un tempo passato e che si rincontrano.
I due si raccontano la loro vita presente ma inevitabilmente
ritornano al loro antico amore, ad alcuni frammenti della loro storia;
come se il tempo non fosse mai trascorso o forse, meglio, trascorso
nella speranza di rivedersi, protagonisti di eventi quotidiani e
piccoli drammi personali che a fatica riescono ad esprimere.
Sono due personaggi veri, autentici e allo stesso tempo buffi e
infantili: Maria insoddisfatta, timida, apprensiva, puerile e compiaciuta
di esserlo, Alessandro è insicuro, vigliacco, geloso, moralista
e pieno di sé, anche lui rimasto un po’ bambino.
Si parla di “spostamenti del cuore”; si parla, per dirla con lo stesso
Gaber,“d’amore, non quello per il mondo... quell’altro”.
Io, per me, ogni volta che dico a una donna “Ti amo”, non so mai se
è vero, e quanto. Certo, il delirio di mentire e credere è una cosa
che si prende così... come il raffreddore. Questo non vorrebbe dire.
Quello che per me conta è sapere quanto si finge e quanto si fa sul
serio. Perché è proprio da lì, da questa pulizia del sentire, che si può
trovare il coraggio di ridare un’occhiata al mondo.
Uno spettacolo cinico, vero, struggente; uno sguardo al passato
che non può più tornare, al presente che forse non è come vorremmo
e al futuro che forse possiamo solo sognare.

VENERDÌ 8 MAGGIO | ORE 21 | DIAVOLO ROSSO
SCENA VERTICALE – SAVERIO LA RUINA FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO / NUOVA TEATRO
DISSONORATA
UN DELITTO D’ONORE IN CALABRIA
SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO
Premio UBU 2007 “Migliore attore”
e “Migliore novità italiana”
di e con SAVERIO LA RUINA
musiche originali composte ed eseguite dal vivo
da GIANFRANCO DE FRANCO (“fiato” dei MANDARA PROJECT)
collaborazione alla regia MONICA DE SIMONE
luci DARIO DE LUCA
Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi
capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del
secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le
vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi
tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate.
Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto
d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava.
Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo
spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in
generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel
villaggio globale.
Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud,
di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il
parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”,
tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo
racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi
combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo
di un’amara ironia.
...cu a capa vasciata a cuntà i petri pi nterra...
Sungu ‘na guagliona e quannu passu mìanzu i genti agghia teni ‘a capa vasciata fa
chi cuntu i petri pi ‘nterra, si mi parli angunu ‘nu zùacculu ncapa e via p’ i fatti suji.
Tiru i zùacculi pi difesa e pu ‘n’ata vota ‘a capa vasciata a cuntà i petri pi ‘nterra. Si
veni angunu a mi dici “Oh, jamu ‘a tala parta”, jiu ‘u pigghiu subbitu a petrati,“chi jè
sta cunfidenza?”.‘Un davu retta a nisciunu e ‘un gavuzu mai l’uacchi a ‘nterra ca si
‘nziammai si scontrinu cu quiddi ‘i ‘nu masculu tuttu ‘u paisu mi chiami puttana.


LUNEDÌ 11 MAGGIO
ASTIDANZA
COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA
INSTRUMENT 1

coreografie e regia ROBERTO ZAPPALÀ
musica originale I LAUTARI
danzatori ADRIANO COLETTA, ALAIN EL SAKHAWI,
FERNANDO ROLDAN FERRER, SALVATORE ROMANIA,
ANTOINE ROUX-BRIFFAUD, WEI MENG POON,
ALESSANDRO VACCA
Musicista PUCCIO CASTROGIOVANNI
testi di NELLO CALABRÒ
luci e costumi ROBERTO ZAPPALÀ
aiuto costumista e elementi di scena VERONICA
CORNACCHINI
tecnico luci SAMMY TORRISI
coordinamento artistico MARIA INGUSCIO
Instruments è il nuovo progetto di Roberto Zappalà, che sulla
scia del suo più recente percorso coreografico, libera il movimento
da una drammaturgia troppo complessa per soffermarsi
sul corpo nella sua relazione con il suono, il rumore, la musica.
La prima tappa dal progetto Instrument 1 ,
è dedicata al marranzano , che per questa produzione è stato
esplorato dai Lautari in un’affascinante ricerca, portando lo strumento,
normalmente associato alla tradizione siciliana, a ritmi e
sonorità innovativi e di grande impatto, dal sapore underground
londinese. La danza insieme alla musica è protagonista, in corpo
a sette danzatori uomini, che interpretano con vigore una Sicilia
senza confini, in cui la tradizione e il moderno non vedono una
netta distinzione, ma si incrociano, si ritrovano, si fondono.
Con Instrument I Roberto Zappalà ha avviato re - mapping sicily
, un percorso che avrà il compito di rileggere la Sicilia attraverso
il suo linguaggio scenico.
Dall’ ”inizio” ogni viaggio degno di questo nome è legato ad una
mappa; che si segua prima di incominciarlo o che si disegni al
ritorno, la mappa è sempre un viaggio.
Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli
stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono
logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove.
Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione
se il territorio in questione è la Sicilia, perché, come diceva Gesualdo
Bufalino, la Sicilia non esiste, ci sono cento Sicilie e ognuna
ha altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti
e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico,
di uno di questi, il marranzano, per farne strumento d’interpretazione,
per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in
maniera dolce e oscura. Ogni strumento è anche una protesi, e la
protesi marranzano serve a pescare nel “mare” Sicilia.
Un altro nome popolare di questo strumento è, chi sa perché,
scacciapensieri, e la danza dello spettacolo ha l’ambizione alta,
com’è giusto che sia, non di scacciarli, ma di farli venire.


SABATO 16 MAGGIO
LA NUOVA ARCA
LA CENERENTOLA
Dramma giocoso di G. ROSSINI Libretto di JACOPO FERRETTI
Tratto dalla fiaba “Cendrillon” di CHARLES PERRAULT
THE NEW ARCA ORCHESTRA
SOLISTI dell’Accademia della Voce di Torino
Alto Perfezionamento Lirico
concertatore e direttore d’orchestra CLAUDIO DESDERI
assistente direttore ACHILLE LAMPO
regia TOMMASO ROTELLA
scenografo OTTAVIO COFFANO
Maestro del Coro SONIA FRANZESE
Scenografie CLASSE DI SCENOGRAFIA ACCADEMIA
ALBERTINA DI BELLE ARTI DI TORINO
Dopo il successo del “Don Giovanni” mozartiano della scorsa stagione (su
otto ruoli principali, sei debutti assoluti), ecco la rossiniana “Cenerentola”
ossia “La bontà in trionfo”, tratta dalla famosa fiaba di Perrault, che è stata
raccontata in letteratura, cinema, musica sempre con crescente entusiasmo.
La Nuova Arca-Accademia della Voce di Torino, da quest’anno di Alto
Perfezionamento Lirico sostenuta dalla Regione Piemonte, ha coordinato
la Master Class di Claudio Desderi ed ora Cenerentola va in scena con
giovani cantanti lirici di talento, che avranno davanti a sé ruoli importanti
nel panorama lirico internazionale, così come è avvenuto fino adesso. La
fiaba di Cenerentola è nota a tutti, grandi e piccini. Qui, in scena, il mezzosoprano
è la protagonista assoluta e deve affrontare la famosa aria con le
agilità che Rossini le ha affibiato, e che preoccupa ogni artista. Ma è vero
che gli altri ruoli non scherzano: Don Ramiro, principe di Salerno; Dandini,
suo fidato cameriere; Don Magnifico, barone di Montefiascone; Clorinda
e Tisbe (le sorelle acide di Angelina); Angelina (Cenerentola), figlia di Don
Magnifi co;Alidoro, maestro di Don Ramiro. I giovani dell’Accademia Albertina
hanno fatto miracoli per creare le scene sotto la direzione del prof.
Ottavio Coffano. Così come sacrifici e intenso studio hanno affrontato
i giovani corsisti di Desderi, giunti da tutt’Italia e da alcuni Paesi europei,
segno tangibile della vitalità dell’Accademia della Voce di Torino.

LUNEDÌ 25 MAGGIO

LA NUOVA ARCA
LUDWIG
L’AMORE IMPURO
di OSVALDO GUERRIERI
In memoria di Chiara
MASCIA MUSY (Sophie)
LAURA ROVETTI (Carlotta)
THE NEW ARCA TRIO
arpa LETIZIA BELMONDO violino ALESSANDRO MILANI
flauto DANTE MILOZZI
Regia EMANUELA GIORDANO
Scenografia CARMELO GIAMMELLO
Presentazione di OSVALDO GUERRIERI
In “Ludwig l’amore impuro”, il giovane e sfortunato re di Baviera è
morto da tempo, suicida nel lago di Starnberg dove ha trascinato anche
il dottor von Gudden, che avrebbe dovuto curarlo e invece lo spiava per
conto di Bismark. In questo “racconto a due voci in un teatro”, oscillando
tra verità storica e finzione, Ludwig continua però a vivere attraverso
la memoria e le parole di Sophie. Sorella di Sissi imperatrice d’Austria,
Sophie è stata per un solo giorno la fidanzata casta del re.Tuttavia, custode
di un amore senza futuro, lo ha seguito nell’esilio di Starnberg
segnato da un’infinita crudeltà poliziesca, lo ha visto precipitare nella
follia, ne ha raccolto le confidenze e le rabbie, lo ha vegliato sul letto di
morte. Sophie racconta Ludwig alla giovane Ellen aspettando l’arrivo di
un professore che prepara un saggio sul giovane sovrano. Emergono
vicende intime: gli amori “per i ragazzi dagli occhi belli”, l’eredità della
sifilide, l’amicizia con Wagner distrutta poi dal tradimento, la spinta a
dissipare fortune per costruire castelli fiabeschi in cui il “principe della
mezzanotte” potesse trovare la propria dimensione ingenua e visionaria.
Un testo di grande pathos e di acuta sensibilità umana, nel quale vita e
morte trovano un punto d’incontro nel segno dell’amore.


MALOSTI ELISEO / TEATRO DI DIONISO / AVOGADRO BINASCO DI MAURO PAIATO

MERCOLEDI 27 MAGGIO | ORE 21 | TEATRO ALFIERI
QUATTRO ATTI PROFANI
(STABAT MATER, PASSIONE SECONDO GIOVANNI,
VESPRO DELLA BEATA VERGINE, LUSTRINI)
di ANTONIO TARANTINO
uno spettacolo di VALTER MALOSTI
con (in ordine alfabetico) MAURO AVOGADRO, VALERIO BINASCO,
MICHELE DI MAURO, MARIA PAIATO, VALTER MALOSTI
scene BOTTO & BRUNO
suono G.U.P. ALCARO, luci FRANCESCO DELL’ELBA,
costumi FEDERICA GENOVESI
Sacra rappresentazione, mistero, via crucis, auto sacramental... Fantasmi, feticci,
memorie sepolte (e scolastiche) che all’improvviso sembrano accendersi di
nuova vita, come colpite da un fascio di luce cruda e violenta, nel momento in
cui si incontrano e si percorrono, sulla scena o nei testi, i drammi di Tarantino.
Al tempo stesso, davanti agli occhi della mente si materializzano, e si agitano nel
pensiero, le ombre amate di Pasolini e Testori... L”’inesprimibile” cui Tarantino
vuol dare presenza e voce è tutto quanto, tra noi e in noi, si agita nell’ombra:
l’universo oscuro e miserabile dell’ emarginazione e della malattia, perciò, che
la società occulta nelle pieghe più oscure della città e della coscienza, per non
vedere e fors’anche per non essere vista; ma soprattutto il buco nero che ogni
uomo - l’Uomo in quanto tale - cela in sé, e nel quale si lascia precipitare solo
nel momento in cui cede a una propria irredimibile alterità, si chiami disperazione
o si chiami follia. Nel teatro archetipo che ha inventato per sé,Tarantino...
opta per un parlato programmaticamente “basso”, impastato - in interferenza
con un italiano sporco, diruto - di dialetti diversi... in funzione non mimetica e
antirealistica. Non disponendo di una lingua colta, di una lingua alta, i personaggi
non possono dire altro - non hanno parole per dire altro - che la propria verità:
disvelando così, e anzi investendo di una luce crudissima, i coni d’ombra in cui
si muovono le loro vite. (da “Il caso Tarantino” di Elena De Angeli, in “Quattro
atti profani”, Ubulibri, 1997)
Per questa nuova produzione, Valter Malosti ha scelto di riunire in un unico
corpus i “quattro atti”: «Ho immaginato che le creature di questi quattro testi,
in realtà autonomi, che abitano, o hanno abitato, a Torino, condividano la scena
in una nuova creazione. Nuova creazione cui l’autore ha coraggiosamente aderito
». Per questa creazione,“una sorta di visionario avanspettacolo di periferia”,
in scena insieme allo stesso Malosti un cast di altisssimo livello: Maria Paiato,
Mauro Avogadro, Michele Di Mauro,Valerio Binasco.
 

CONCERTI
APERITIVO 2009
VII EDIZIONE

MARTEDÌ 27 GENNAIO 2009 ORE 21
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato

“CONCERTO NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA”
TRIO ARCHÈ

Francesco Cipolletta pianoforte, Massimo Marin violino,

Dario De Stefano violoncello
Musiche di E. Del Valle de Paz. F. Mendelssohn–Bartholdy,
M.Castelnuovo-Tedesco, G. Castagnoli

INGRESSO GRATUITO

DOMENICA 15 MARZO
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato - ore 11

ANNO DOMINI GOSPEL CHOIR

Aurelio Pitino lead vocalist & director

Musica Gospel e Spiritual

DOMENICA 29 MARZO
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato - ore 11

LUDWIG VAN BEETHOVEN: SETTIMINO IN MIB
MAGGIORE OP. 20

Virginia Ceri violino, Giuseppe Santoro viola
Massimo Barrera violoncello, Fulvio Schiavonetti clarinetto,
Samuele Sciancalepore contrabbasso,
Natalino Ricciardo corno, Diego Chenna fagotto


DOMENICA 5 APRILE
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato - ore 11


ZEST: CELTIC MUSIC FROM IRELAND AND SCOTLAND

Francesco Colucci violino, Filippo Mongiardino flauto
Francesco (Frantz) Pallaro chitarra, Giancarlo Bonino bodhrán

DOMENICA 19 APRILE
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato - ore 11

“SCAVALICANDO” L’OCEANO
MUSICHE DA HOLLYWOOD A CINECITTÀ

ACCADEMIA VERDI ENSEMBLE

Silvia Belfiore pianoforte, Aba Rubolino viola
Natalia Furnari violino, Emanuela Schiavonetti violino
Simona Scarrone flauto, Fulvio Schiavonetti clarinetto
Marco De Maria violoncello,
Samuele Sciancalepore contrabbasso
GIUSEPPE ELOS trascrizione,adattamento e direzione


SCUOLE A CONCERTO
CENTRO GIRAUDI EX CHIESA DI SAN GIUSEPPE
DOMENICA 26 APRILE
Sala del coro Benedetto Alfieri - Archivio di Stato - ore 11

VOCI DI CORRIDOIO

Roberta Bacciolo soprano, Elena Bacciolo mezzo soprano
Roberta Magnetti contralto, Paolo Mosele tenore
Fulvio Albertin baritono, Beppe Bima pianoforte
Saverio Miele contrabbasso, Luca Rigazio batteria

Un piccolo viaggio nel tempo attraverso la rivisitazione di
celebri canzoni italiane e americane dagli anno ’30 agli
anni ’60 in chiave jazzistica

DOMENICA 10 MAGGIO
Giardini di Palazzo Alfieri - ore 11

OTTONI DEL CANTELLI

Musiche J.S. Bach, C.Monteverdi, G. Gershwin

DOMENICA 17 MAGGIO
Giardini di Palazzo Alfieri - ore 11

CEROT BAND

Aldo e Ilaria Marello voce Beppe Peccheneda batteria,
Franco Olivero, Maurizio Toso chitarre,
Roberto Maceratini basso, Flavio Bosia tastiere,
Franco Bogliano flicorno, Guido Bezzo, Adriano Impera trombe,
Oscar Casavecchia, Marco Berruti sax,
Giancarlo Bottino trombone, Pippo Colucci tromba,
Gianfranco Marchesi trombone, Diego Mascherpa sax


Musiche Rhythm and blues con alcuni riferimenti alla
musica italiana


INGRESSO GRATUITO.
AL TERMINE VERRÀ OFFERTO L'APERITIVO.


GIOVEDÌ 2 APRILE
ORE 9 – 11


INCONTRO CON IL JAZZ

Un viaggio attraverso gli standards

della tradizione del jazz americano

GIOVEDI’ 26 MARZO, MERCOLEDI’ 8 APRILE,
GIOVEDI’ 23 APRILE, GIOVEDÌ 30 APRILE
ORE 9 – 11


DAL SUONO ALLA FIABA

Una fiaba musicale creata dai bambini partendo
dalle potenzialità evocative dei suoni e non dalle parole,
un percorso che stimola il pensiero musicale
e sviluppa la creatività. Il suono associato ad un personaggio;
il gesto legato ad un movimento.


GIOVEDÌ 16 APRILE VENERDÌ 17 APRILE
ORE 9 – 11


“SCAVALICANDO” L’ OCEANO
musiche da Hollywood a Cinecittà
OMAGGIO A ROMANO LEVI

Il programma si propone l’obiettivo di mettere in parallelo
i due grandi mondi del cinema, Hollywood e Cinecittà,
attraverso musiche delle piu’ note
e accattivanti colonne sonore dei grandi films.


INGRESSO GRATUITO

INFORMAZIONI

Istituto G. Verdi: Tel. 0141 399089
E-mail: [email protected]



DAL 4 AL 7 FEBBRAIO 2009
SETTIMANA DELLA
LIUTERIA PIEMONTESE
CENTRO GIRAUDI EX CHIESA DI SAN GIUSEPPE
MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2009

ORE 11
Strumenti in mostra della Musica Piemontese


CONCERTO DI CAMPANE & CARILLONS

Concerto per le scuole
Musiche di Casella – Ruccione – Esposito – Vivaldi – Canti di natale
In collaborazione con ECAT Campane di Mondovì


ORE 18
I TALENTI DI SERGIO SCAPPINI
IN COLLABORAZIONE CON IL CONSERVATORIO DI MILANO


Fisarmoniche


GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2009

ORE 11
Strumenti in mostra della Musica Piemontese


LA GHIRONDA
GHIRONDE E DULCIMER
STRUMENTI A PIZZICO E ARCO


Concerto per le scuole

Guido Ronchail, liutaio di Pragelato

Ghironde e dulcimer

Andrea Sibilio

Strumenti a pizzico e arco


Storia e tecnica della ghironda nella musica popolare
Beppe Mocchia – Fernando Raimondo – Silvana Rivoir


La Meiro


Gruppo di Danza Popolare
Courente – Gighe – Controdanze della tradizione occitana alpina


ORE 18
GIOVANI TALENTI DEL CONSERVATORIO DI LUGANO


In collaborazione con il Conservatorio di Lugano
Trio archi e flauto
Musiche di Beethoven – Mozart - Ravel


VENERDÌ 6 FEBBRAIO 2009

ORE 11
STRUMENTI DELLA MUSICA POPOLARE


ORGANETTO
Lezione-Concerto per le scuole


Sergio Berardo


Evoluzione della Tradizione Musicale Occitana
Ghironda, flauti, organetti, cornamuse


In collaborazione con la ditta Verde di Leinì
ORE 18
GIOVANI TALENTI DEL CONSERVATORIO DI ALESSANDRIA
Alice Severi, pianoforte

SABATO 7 FEBBRAIO 2009
ORE 11
GIOVANI TALENTI DEL CONSERVATORIO DI TORINO
Docente Guido Donati
Ruben Zambon, organista
Organo positivo Vigezzi Bossi

CONCERTO PER LE SCUOLE
Musiche di Frescobaldi – Gabrieli
ORE 18
TALENTI DELL'ACCADEMIA DELLA VOCE DI TORINO
Arie d’operetta e canzoni del Novecento italiano ed europeo
musiche di Lehàr , Tosti, Leoncavallo

 

 

 
Itinerari guidati?
 
 
 

DOVE:    

 

 

 

 

QUANDO:

nel 2009 ....

DOVE:

CHE COSA:

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ultimo aggiornamento: 11/12/2008