Programma

Venerdì 10 gennaio 2014

LO SCHIACCIANOCI
St.Peterburg State Ballet
Danza – fuori abbonamento
Balletto in due atti.
La straordinaria e prestigiosa compagnia St. Petersburg Ballet , composta da un cast internazionale di
ballerini è orgogliosa di debuttare per la prima volta in Italia con “Lo Schiaccianoci”, il balletto classico della migliore tradizione russa, nella sua versione completa in due atti.
La musica sognante e fantasiosa di Chaikovskij racconta della vigilia di Natale che il borgomastro di Norimberga decide di festeggiare attorno all’albero con la moglie e i due figli, Clara e Fritz.
Drosselmeyer, un misterioso personaggio, tra numeri di magia e atmosfere oniriche, regala a Clara uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino. Al termine della sontuosa festa, Clara, felice per il dono ricevuto, si addormenta stringendo il suo schiaccianoci tra le braccia. La magia farà volare la piccola in un mondo fantastico, dove il suo schiaccianoci si trasformerà in un bellissimo principe. Il corpo di ballo,di rigorosa formazione accademica, impreziosito dalle musiche ciaikovskijane, porta in scena in maniera autentica tutta l’emozione dell’interpretazione di un sogno.

Sabato 11 gennaio 2014
A PIEDI NUDI NEL PARCO
di Neil Simon
con Vanessa Gravina, Stefano Artissunch, Valeria Ciangottini
e con Stefano De Bernardin e Federico Fioresi
regia di Stefano Artissunch
SYNERGIE TEATRALI
Prosa
La commedia, da cui è stato tratto l’omonimo film del 1967 interpretato da Robert Redford e Jane Fonda, racconta la storia di Paul (Stefano Artissunch) e Corie Bratter (Vanessa Gravina), una coppia di sposi freschi di matrimonio e reduci da un’appassionata luna di miele trascorsa tra le lussuose pareti dell’Hotel Plaza di New York. Quando finalmente giungono nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento, scoprono che non è come la suite di quell’albergo lussuoso e che la realtà è ben diversa dal sogno fino ad ora vissuto. Nelle loro vite entrano due straordinari personaggi come la signora Ethel Banks, madre di Corie, e il signor Velasco, eccentrico inquilino della mansarda sopra di loro, che metteranno a dura prova la loro serenità matrimoniale. Le vicende e i personaggi che si incontrano e si scontrano sono esempi di vita vissuta raccontati con battute irresistibili, episodi spassosi e una spiritosa deformazione dell’attualità, in una lucida disamina della nevrosi dell’uomo contemporaneo, solo e fragile nella gestione dei rapporti che lo circondano.

Sabato 25 gennaio 2014
PAROLE INCATENATE
un thriller di Jordi Galceran
versione italiana di Pino Tierno
con Claudia Pandolfi e Francesco Montanari
diretto da Luciano Melchionna
ARTÙ PRODUZIONI
Prosa
Un cinema abbandonato, fatiscente, isolato dal mondo all’apparenza. Uscite di sicurezza sbarrate da tavole di legno inchiodate. Nella penombra distinguiamo, in silhouette, una giovane donna, Laura, seduta al centro della platea di quell’ex sala cinematografica, tra poltrone divelte e polverose.
Davanti a lei, gigantesco, campeggia il primissimo piano del volto di un uomo, proiettato sul vecchio schermo strappato e sporco di muffa. L’uomo parla davanti a sé, guardando in camera. Ancora sudato e affannato per l’omicidio che dice di aver appena commesso. Confessa di essere un serial killer e di aver già ucciso diciassette persone: una al mese, tutte scelte a caso. La giovane donna, legata e imbavagliata, assiste inerte all’inquietante proiezione finché non si riaccendono le luci e quello stesso uomo, serafico e sorridente, appare accanto a lei. L’uomo ha sequestrato la ragazza e la costringe ad un inquietante gioco di società, un gioco di parole e
sillabe da ‘incatenare’ tra loro. Con la sua perfetta strutturazione, i suoi tocchi di crudeltà e perversione, e il suo convulso susseguirsi di colpi di scena, Parole incatenate non è solo un thriller mozzafiato ma una storia profonda e complessa, un duello senza esclusioni di colpi, in cui verità e finzione, desideri e bugie parlano della parte oscura e torbida che è in ciascuno di noi.

Domenica 26 gennaio 2014 ore 17.30
NON C’E’ NULLA DI CUI AVERE PAURA
Maria Teresa Milano e Mishkalè
Concerto per la Giornata della Memoria – fuori abbonamento
In collaborazione con Circolo Filarmonico Astigiano e ISRAT
Maria Teresa Milano voce solista
Simona Carapella voce recitante
Mishkalè:
Sergio Appendino clarinetto
Andrea Verza tromba e Flicorno
Enzo Allavena trombone
Massimo Marino fisarmonica
Maurizio Mallen tuba
Luciano Molinari batteria
Recital tratto dal capolavoro di A.Appelfeld. A Badenheim, graziosa località austriaca di villeggiatura, in molti arrivano a godersi le vacanze e il celebre festival di musica. Improvvisamente le autorità impongono agli ebrei di registrarsi presso un misterioso dipartimento sanitario e in paese compaiono operosi facchini intenti a scaricare filo spinato e attrezzature. Le voci corrono, ma in tanti conservano l’ottimismo: il festival si fa, la vita continua come sempre, finchè un giorno non arriva un treno e tutti gli Ebrei sono costretti a partire per la Polonia. Ma qualcuno continua a crederci: non c’è nulla di cui avere paura.
Maria Teresa Milano è Dottore di Ricerca in Ebraistica, autrice e formatrice in progetti didattici e artistici su storia e cultura ebraica. Si è specializzata in “Musica e Shoah”ed ha studiato tecnica vocale jazz. I Mishkalè si presentano come la tipica orchestrina itinerante dell’est europeo, sei musicisti strabordanti di energia con danze inebrianti, velocissime e vorticose. Fuori dai clichè, i Mishkalè si muovono tra i generi con l’allegra libertà dei “musicisti nomadi”.

Domenica 2 febbraio 2014
CHISCIOTTIMISTI
di Erri De Luca
con Erri De Luca, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi
coordinamento di Paola Farinetti
luci di Andrea Violato
PRODUZIONI FUORIVIA
Teatro-canzone
luci Andrea Violato
fonica Claudio Viberti
coordinamento Paola Farinetti
PRODUZIONI FUORIVIA
teatro-canzone
A 4 anni dall’ultima replica di Chisciotte e gli invincibili, una delle nostre produzioni più belle, più poetiche e più fortunate (ha girato l’Italia in lungo ed in largo nel corso di 4 stagioni, la Francia e ha toccato Canada, Spagna e Svizzera), nasce una nuova produzione, Chisciottimisti, che vede in scena la stessa compagnia -tre artisti che sono anche tre amici: Erri De Luca, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi- ma propone un contenuto totalmente rinnovato perché nuovi e diversi sono i tempi in cui viviamo. Protagonisti del racconto i molti Chisciotte dei nostri giorni, quelli che tengono duro e che nell’apatia generale non smettono di dire: “Io non ci sto” e guardano oltre, fino all’utopia.
Siamo Chisciottimisti perché vediamo in giro molti Chisciotte all’opera. Dove altri vedono il pessimismo sanchopanzista noi riconosciamo la sagoma ostinata e ossuta del cavaliere erratico. Esistono i Chisciotte e spronano i Ronzinante coi quali ci identifichiamo. Ecco la rivolta per la difesa dei 600 alberi di Istanbul, ecco la misteriosa formula dell’acqua, ecco la più giusta definizione di ciò che è abbastanza. A una tavola poco apparecchiata, una terna fraterna di affiatati amici, Testa, Mirabassi, De Luca, in ordine rigorosamente analfabetico, si dichiara chisciottimista.
Erri De Luca

Sabato 8 febbraio 2014
GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE
Paolo Migone
RidiAsti
Sull’onda del successo riscosso in molte città italiane con la trasposizione teatrale “Gli Uomini vengono
da Marte, le Donne da Venere”, il libro best seller di John Gray (oltre 50 milioni di copie – tradotto in più di 40 lingue), continua la programmazione anche per la prossima stagione 2013/2014.
L’originalità dello spettacolo sta nel fatto che ricorda le principali differenze di funzionamento tra uomo e donna, sostenendosi su situazioni quotidiane che conosciamo tutti, tenendo presente il confronto di ogni generazione.
Grazie al professor Paolo Migone, infine comprenderemo come fare di queste differenze una fonte di complicità, e non di conflitto.
Risultato: si ride molto, di se stessi, della propria coppia o dei propri genitori, ma soprattutto, si dispone di nuovi dati per comprendere l’altro sesso e girare in scherno alcune situazioni che possono diventare fonte di discordia.
Lo spettacolo non ha lo scopo di condividere “verità”, ma soprattutto aiutare a comprendere l’incomprensibile.

Mercoledì 12 febbraio 2014
CARMEN
ispirato alla novella di Prosper Merimée
direzione e scenografia di Luciano Ruiz
regia di Sara Lezana
interpreti principali Carmen – Verónica Cantos, Don José – Francisco Guerrero, Escamillo – Juan Pozo
BALLET FLAMENCO DE MADRID – LUIGI PIGNOTTI
Danza
Il Ballet Flamenco De Madrid porta in scena una delle opere più celebri e amate al mondo: Carmen, rievocando l’atmosfera popolare gitana della Siviglia del 1830 dove sentimenti universali quali l’amore e l’odio, la rabbia e la passione, il rimpianto e il desiderio, la gelosia e la libertà, si intrecciano nella storia avvincente di un soldato (Don Jose) che abbandona tutto per una gitana (Carmen), fino a diventare un fuorilegge e ad esserne poi tradito. Una storia comune che oltrepassa ogni confine e attinge dai sentimenti universali dell’animo umano. Un viaggio emozionante nel cuore della cultura spagnola dove i ritmi incalzanti delle chitarre trasmettono al cuore degli spettatori emozioni forti attraverso il fascino misterioso del flamenco, unito alle note ammalianti della magnifica musica di Bizet.

15 febbraio 2014
LA VEDOVA ALLEGRA
Di F.Lehàr.
The New Arca Orchestra – Coro Accademia della Voce del Piemonte
Operetta
Silvia Mapelli, soprano – Hanna Glavari
Filippo Bettoschi, baritono – Danilo Danilovitch
Maria Blasi, soprano – Valencienne
Angelo Scardina, tenore – Camille de Rossillon
Fulvio Massa, baritono – Mirko Zeta
Alessandro Brachetti, cantante/ attore – Niegus
Francesco Mei, cantante/ attore – Kromov
Silvia Felisetti, soprano – Olga Kromov
Stefano Consolini, tenore- Raul Cascada
Saverio Bambi,tenore- Saint Brioche
Lolo, Dodo, Jou Jou, Frou, Margot (Corpo di ballo 8 ballerini)
CORO ACCADEMIA DELLA VOCE DEL PIEMONTE
Movimenti Coreografici, Silvia Gatti
Regia, Pier Luigi Cassano
Scenografia, Luci, Costumi , Artemio Cabassi
Sonia Franzese, direttore del Coro
Fabrizio Maria CARMINATI direttore

Lunedì 24 febbraio 2014
QUANDO LA MOGLIE E’ IN VACANZA
di G. Axelrod
con Massimo Ghini e Elena Santarelli
regia di Alessandro D’Alatri
L’INCREDIBILE SRL
Prosa
Il testo di Gorge Axelrod debuttò a Broadway nel 1952 con un notevole successo di critica e pubblico.
Ma la sua vera consacrazione internazionale avvenne nel 1955 attraverso l’adattamento cinematografico di Billy Wilder. E’ una commedia che nel 2000 è stata inserita, dall’American Film Institute, al 51° posto tra le cento migliori commedie americane di tutti i tempi. Praticamente un classico della modernità. Il titolo originale “The seven year itch” (Il “prurito” del settimo anno) contiene forse più informazioni della seppur felice traduzioni italiana “Quando la moglie è in vacanza. E’ una commedia sulle manie erotiche dell’uomo medio e al tempo stesso una feroce satira di costume contro il perbenismo di una certa “middle class” che sembra non avere epoche e che viene messa a confronto con le ambizioni di una ragazza che cerca di ridisegnare una propria personalità attraverso l’impegno nel mondo patinato della pubblicità, della moda o dello spettacolo in generale. Fa da detonare la prorompente fisicità della ragazza che come un uragano entra nella banale quotidianità di un maschio irrisolto. Un maschile che più che subire l’attrazione femminile sembra essere spaventato da quell’apparentemente irraggiungibile opportunità. Considerando che sono passati più di sessant’anni dal suo debutto, il testo mantiene ancora intatta la freschezza di uno sguardo sui comportamenti e le
relazioni tra maschi e femmine. Anche se sorprendente, la drammaturgia, oltre che divertire, inquieta anche un po’…
E’ con questo spirito che mi accingo a dirigere questa commedia. Anche se i meccanismi relazionali sembrano essere intatti, altrettanto non viene da considerarlo rispetto all’ambientazione in questione.
Trovo che il testo contenga tutti gli elementi per essere adattato alla nostra epoca e ai nostri riferimenti culturali. Altrimenti ne risulterebbe una mera ricostruzione delle relazioni tra uomo e donna negli anni cinquanta nella società americana di quel tempo. Un aspetto estremamente interessante è la divisione dell’opera in due tempi narrativi: il reale e la proiezione delle reciproche insicurezze dei personaggi.
Un’opportunità per restituire al progetto tutta la freschezza dello sguardo sulle relazioni tra gli esseri umani. Mi diverte l’idea di vivificare le proiezioni e le ansie dei protagonisti attraverso soluzioni moderne e fortemente visive che il linguaggio teatrale può offrire al pubblico contemporaneo. E’ una splendida occasione per proporre alla platea italiana, peraltro in anteprima assoluta, la genialità e il divertimento di un testo così intelligente e attuale.
Alessandro D’Alatri

Lunedì 3 marzo 2014
UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE
di Rocco Papaleo e Valter Lupo
con Rocco Papaleo
regia di Valter Lupo
NUOVO TEATRO
Prosa
Una Piccola Impresa Meridionale è un esperimento di teatro-canzone dove la narrazione entra ed esce dal modulo canzone.
Canzoni alternate da piccoli viaggi intorno alle persone e alle cose che le hanno ispirate. Storie buffe e romantiche che vogliono divertire ma non solo.
Sarebbe bello potesse essere accolto come una lunga poesiola che attraversa tutti i climi.
Le canzoni entrano nei pensieri senza controllo.
E nemmeno pretendono di controllarti.
Vogliono essere solo dei morbidi cuscini.
piscine termali o liquori leggeri.
Le storie crescono ovunque, prima o poi lo trovano un prato.
Cantare, raccontare e aspettare il momento migliore.
Lo riconoscerai.
Perche’ sara’ rosso come il bel tempo che speri. Amo il cinema ,ma ho bisogno del palcoscenico.
Chiedetevi cosa vuole un attore dal teatro
Vuole che quando prende una pistola e spara i vostri cuori abbiano un sussulto
E quando muore vuole che soffriate perché non potrete più vederlo
Fino alla sera seguente
E se invece della pistola prende una chitarra
Spera che le note si accordino ai vostri sentimenti
Chiedetevi ora cosa vuole il pubblico
La gente ha bisogno di commuoversi
La vita spesso non ha scopo
Si svolge ovunque arbitrariamente di nascosto
Faccio questo e non importa nulla se faccio l’opposto
Ma a teatro ogni azione buona o cattiva ha le sue conseguenze
Il teatro ha la forza del presente, è mentre sta accadendo, è vivo e in vista
Ed ha bisogno di una cosa sola: della vita
Per questo la vita ha bisogno del teatro
Rocco Papaleo

Venerdì 7 marzo 2014
CARTA CANTA
di e con Ennio Marchetto
Teatro-danza
Ennio Marchetto è un artista unico. In quasi 20 anni di carriera è stato alla ribalta dei palcoscenici più prestigiosi del mondo ( Edimburgo, Londra, Parigi, Berlino, New York, Los Angeles solo per citarne alcuni). Il suo spettacolo non ha confini, piace ovunque e ad un pubblico assolutamente eterogeneo dai 7 ai 70 anni.
Non è facile spiegare cosa esattamente succede durante un suo spettacolo.
Ci sono dei costumi di carta che raffigurano grandi cantanti e grandi personaggi italiani e stranieri; dietro c’è lui, straordinario performer, a dar vita a questi costumi ripetendo movenze e tic di questi personaggi, rendendo tutto esilarante. Ma non è solo questo. Come per i più grandi trasformisti, la forza dello spettacolo sta nella straordinaria velocità con cui muove i costumi, li apre, aggiunge particolari disegnati e parrucche di carta: Tina Turner, Mina, Liza Minelli, Marylin Monroe, Vasco Rossi, Madonna, Pavarotti …e fra i nuovi personaggi Lady Gaga, Giusy Ferreri, Ornella Vanoni, Adriano Celentano e Claudia Mori, Arisa, Justin Bieber, Einstein, Morticia Addams, Maria Callas… sono solo alcuni dei numerosi costumi animati da Marchetto, in uno spettacolo che è una vera Babilonia di musica, teatro e creatività.

Martedì 18 marzo 2014
IL PRECARIO E IL PROFESSORE
di Piero Sidoti e Giuseppe Battiston
musiche originali di Piero Sidoti eseguite dal vivo da:
Piero Sidoti voce e chitarra
Antonio Marangolo – sassofoni
Nicola Negrini – contrabbasso
Claudio Giusto – percussioni
con Giuseppe Battiston
PRODUZIONI FUORIVIA
Prosa
Uno spettacolo agro-dolce di parole e musica: una galleria di persone anonime che stazionano nell’incertezza, aspettando che arrivi prima o poi il loro momento. Personaggi defilati, rimossi, disattesi: la prostituta del brano Venere nera, un vecchio ballerino in
disarmo, un acrobata, un prigioniero, un musicista, un giovane precario a vita: gente comune che sopravvive ai margini e proprio lì, in quelle periferie dell’animo e della società, che affina una propria, particolare sensibilità, in grado di rubare alla quotidianità attimi unici di emozioni e pensieri. E’ gente comune ma preparata, che riesce a barcamenarsi nella giungla fitta di contratti a progetto e lavoretti a termine: un’espressione che può risuonare ad un precario risolutiva e perfino rassicurante, ma che cela una condizione permanente di sottoccupazione temporanea e disoccupazione affettiva. Fra un brano e l’altro si fa spazio il personaggio dello “scafato” professore di matematica del liceo, che dall’alto del suo trascorso sessantottino – poi riciclato in cinismo disincantato – invita un ex-studente a “surfare”, stare a galla, dribblare gli ostacoli e soprattutto a prendere le cose con astuzia.
E’ un modo per continuare a sopra-vivere, farsi accudire ancora da mamma e papà e ogni tanto rubacchiare anche sulla pensione del nonno, ma altresì per spegnere a poco a poco il sogno dei grandi orizzonti e per piegarsi al piccolo cabotaggio della navigazione sotto costa. Piero Sidoti e tre musicisti di primordine – Antonio Marangolo ai fiati e alle percussioni Nicola Negrini al contrabbasso, e Claudio Giusto alla batteria – sanno restituire pienamente la ricca atmosfera e i molti colori delle storie cantate.
In questa formazione del tutto speciale si affianca come autore, ma anche come ospite speciale, Giuseppe Battiston. Notissimo e pluripremiato interprete del cinema italiano di qualità, Battiston, è un vecchio amico d’infanzia di Piero Sidoti. Giocavano insieme da piccoli e ancora continuano a giocare con passione, sul palcoscenico con la musica e il teatro.

Venerdì 21 marzo 2014
STASERA NON ESCORT
Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia Penoni
Regia di Marco Rampoldi
Aiuto Regia e collaborazione ai testi Marianna Stefanucci
RidiAsti
Un gruppo di attrici comiche “scende in campo” per commentare con una satira dissacrante lo stato delle donne italiane di oggi.
Partendo dal presupposto che per una donna contemporanea l’unico lavoro sicuro e ben remunerato sembra essere quello della escort, le attrici posano il loro sguardo impietoso sulle disparità tra i sessi nella vita e nel lavoro, sulla sessualità, sull’immagine femminile offerta dai media. Quello di oggi è un mondo talmente assurdo e paradossale da fornire un’infinità di spunti comici,
sebbene di fronte alla desolazione di certi scenari il riso si faccia a volte amaro. La forza di “Stasera non escort” sta nell’avere unito quattro attrici, diverse per storia personale ed esperienza sulle scene, ma accomunate dalla voglia di demistificare a colpi di risate i luoghi comuni sul mondo delle donne: tra cinici monologhi e canzoni irreverenti, sadici corsi di autostima e fiabe maliziose,
incursioni di personaggi esilaranti e momenti di commozione, si ride di se stesse prima ancora che degli altri.

Domenica 30 marzo 2014
RISATE SOTTO LE BOMBE
Sorelle Martinetti e Gianni Fantoni
commedia musicale in due atti con orchestra dal vivo di Giorgio Umberto Bozzo e Gianni Fantoni
Direzione musicale di Christian Schmitz
Regia di Simone Nardini
Teatro-canzone
“Risate sotto le bombe” ci riporta all’autunno del ’43. In un piccolo teatro di provincia, poco dopo l’inizio di uno spettacolo suona improvvisamente un allarme aereo. Il pubblico, preso dal panico, scappa dalla sala. La piccola compagnia di attori e cantanti si rifugia nel camerino del coro, esattamente sotto il palcoscenico del teatro. Le Sorelle Marinetti, il capocomico Altiero Fresconi (interpretato da Gianni Fantoni, anche autore insieme a Giorgio Umberto Bozzo), il refrenista Rollo, la soubrettina Velia Duchamp e alcuni musicisti sono costretti ad attendere il cessato allarme in un angusto spazio, che fa affiorare la complessità dei rapporti interpersonali. Per impiegare il tempo, e come antidoto contro la paura e la fame, gli artisti decidono di provare i numeri di un uovo spettacolo. Un’occasione per ascoltare le canzoni di un’epoca con le musiche dal vivo dirette dal maestro Christian Schmitz.

Giovedì 10 aprile 2014
L’AMOR NO BUSSA
Fullin legge Fullin
con Giorgio Conte e Alessandro Fullin
Teatro-canzone
La canzone L’amor no bussa, scritta da Giorgio Conte con Alessandro Fullin, è l’origine di questo spettacolo. Canzone ispirata, a sua volta, dal libro Ho molto tempo dopo di te (Feltrinelli), dello stesso Fullin che, di fatto, ha creato una sorta di “corto circuito” virtuoso ed imprevedibile. Spettacolo a senso unico ed alternato, spettacolo con il senso della vita e del vissuto, spettacolo di parole intrecciate con le note, parole divertite, sentite, condite, recitate e cantate. Connubio, apparentemente improbabile, di certo sorprendente, di due mondi molto differenti, Giorgio ed Alessandro portano in scena, con la rispettiva sensibilità e ironia, il loro
sguardo sulla vita con la leggerezza, l’eleganza, la musicalità, il gioco dialettico e la provocazione divertita e raffinata che li accomuna e contraddistingue.

Giovedì 17 aprile 2014
PINOCCHIO
dal romanzo di Collodi
adattamento e regia di Ugo Chiti
ARCA AZZURRA
Prosa
ideazione spazio, costumi e regia
di Ugo Chiti
con Paolo Cioni, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alice Bachi, Paolo Ciotti
Musiche: Jonathan Chiti, Vanni Cassori; Ricerca e realizzazione costumi: Giuliana Colzi;
Luci: Marco Messeri
Pinocchio è un mondo, un personaggio multiforme da cui scaturisce una storia insieme lineare e complicatissima, un racconto (straordinario) per bambini e una intricatissima rete di significati simbolici, un susseguirsi di incontri con personaggi fantastici che rimanda continuamente a un percorso di formazione pieno di insidie, di esperienze esemplari e a volte enigmatiche.
Per Ugo Chiti e Arca Azzurra l’appuntamento con Pinocchio era ineludibile e anche se più volte rimandato, ripensato, messo in discussione l’incontro con il burattino-bambino di Collodi stava lì ad aspettare, neanche tanto paziente, forte della comune radice linguistica, del continuo richiamo a quel mondo fantastico legato alla cultura popolare toscana che attraversa il trentennale lavoro di Chiti con la sua compagnia. Ed eccolo il Pinocchio riletto dal drammaturgo toscano per l’Arca Azzurra: fedelissimo al testo originale, ma insieme “legittimato” a una reinvenzione della parola attenta a cogliere le suggestioni delle “doppiezze”
del testo collodiano. Uno spettacolo popolare che non rinuncia ad affrontare le “trappole simboliche” di una delle storie più lette e raccontate di tutta la letteratura mondiale. Una visione adulta che cerca di ritrovare lo sguardo sorpreso e pieno di turbati incanti della lettura infantile.

Domenica 27 aprile 2014
VIVIANI VARIETÀ
Poesie, parole e musiche di Raffaele Viviani in prova sul piroscafo Duilio
in viaggio da Napoli a Buenos Aires nel 1929
con Massimo Ranieri
e con Roberto Bani, Angela De Matteo, Mario Zinno, Ivano Schiavi, Gaia Bassi,
Rhuna Barduagni, Antonio Speranza, Simone Spirito, Martina Giordano
e con Massimo Rosati – chitarra, Flavio Mazzocchi – pianoforte,
Mario Guarini (contrabbasso), fiati Donato Sensini, batteria Mario Zinno
testi a cura di Giuliano Longone Viviani
regia di Maurizio Scaparro
FONDAZIONE TEATRO DELLA PERGOLA – COMPAGNIA GLI IPOCRITI
Spettacolo fuori abbonamento
È passato oltre un secolo dalla nascita del Varietà come genere, e nella più assoluta imprevedibilità, quasi all’insaputa sua e nostra, è diventato nel volgere degli anni, un fenomeno culturale autonomo per originalità di idee, stimolanti confronti e provocazioni che hanno talvolta cambiato la fisionomia del teatro in Europa. Esiste in alcuni di noi la memoria storica o il lontano ricordo di un mondo frequentato mentre già stava cambiando. Questa preziosa memoria è stata il nostro filtro ma anche e soprattutto lo
stimolo per lavorare con emozione, Massimo Ranieri ed io, ad uno spettacolo che potesse avere come grande testimone di questo mondo così ricco Raffaele Viviani e il suo teatro, le sue parole e il suo canto scenico, privilegiando così quella parte che nasceva o si sviluppava in quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che, per il Varietà, erano la Napoli dei quartieri e quella parallela, urbana, aperta alla influenza e alle commistioni con il Varietà europeo.
Maurizio Scaparro

Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.00.
Il programma potrebbe subire variazioni

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BIGLIETTI. Prosa, operetta, teatro-danza e teatro-canzone 20 euro platea, barcacce, palchi; 15 euro loggione. RidiAsti: 22 e 19 euro. Danza e Gospel: 18 e 13 euro.